Un voto al cerchio e uno alla botte

Per quel che vale, lo scrivo e lo dico. Domani, quando sarò nella cabina elettorale, non voterò per una sola forza politica. E a quanto pare, dopo alcune chiacchierate sul blog e social network, non sarò l’unico a comportarmi così. Un voto andrà al M5S, per la Camera, e un altro a Sel, per il Senato.

È un bel rischio votare Sel al Senato, almeno in Sicilia. È facile che qui Vendola non superi neanche la soglia di sbarramento e che, sulla base dei meccanismi contorti del Porcellum, il mio voto finisca dritto dritto nelle mani del Partito Democratico, che – ne sono più che certo – non ne saprà fare buon uso. Ma anche se non fosse così, il voto a Sel è comunque politicamente rivolto alla coalizione di centrosinistra. Una coalizione di cui non mi fido e che so già che mi farà parecchio incazzare.

Non provo alcuna illusione circa il mio voto a Sel. Non credo, cioè, alla favoletta dello spostamento a sinistra dell’asse del centrosinistra. Come potrebbe infatti un partito del 4% – che se anche avesse un improbabile successo non riuscirebbe ad andare oltre l’8% – riuscire a modificare i rapporti di forza con il Pd? Per fare un esempio vicino alle tematiche del mio blog, voi ce la vedete Rosy Bindi votare a favore del matrimonio? Ecco, appunto, neanche io. E infatti non accadrà. Partendo da questa premessa – che è lo slogan dei vendolini – il voto a Sel è un voto inutile, anzi fantascientifico.

Sempre avendo riguardo ai temi Lgbt, la premessa onesta (cioè utile) di un voto a Sel si risolve in qualcosa del genere: “Volete le unioni civili così come proposte da Bersani? Se sì, allora votate Vendola, invece del Partito democratico”. E fine della storia. In altri termini, un voto “a sinistra” (ma interno alla coalizione) può risultare utile a tenere la barra del timone il più possibile dritta sulla (intera) “Proposta Bersani”, senza che i voti centristi abbiano maggior peso di quel che già sappiamo avranno. E ne avranno parecchio.

Un voto a Sel per il Senato è prima di ogni altra cosa un voto per la governabilità. Di tutti i mali possibili, un “Governo Bersani” non è poi così atroce, anzi. Ma c’è di più: la coalizione Italia Bene Comune è l’unica ad avere un progetto generale, ampio, che sta in piedi. Non lo ha Berlusconi e non lo hanno neanche Casini e Fini. Sia chiaro, non li avrei votati in ogni caso, ma voglio qui sottolineare che il loro obiettivo non è quello di governare, bensì quello di frantumare la coalizione di centrosinistra per poter banchettare, insieme al Pd, sulle macerie del Paese.

Muovendosi con la lente di ingrandimento, il ragionamento appena fatto può valere anche per i temi Lgbt. La coalizione Pd-Sel è l’unica ad aver messo sul piatto una proposta più o meno concreta in tema di riconoscimento delle coppie di fatto, etero ed omo. Può non piacere (e infatti non mi piace), ma non esistono proposte altettanto realistiche e altrettanto mature. Non lo è quella di Rivoluzione Civile (stesso discorso: come potrebbe un partito del 4%…? Ma anche: quanto è credibile – in termini di maturità ed elaborazione politica – un partito nato sotto elezioni?). Non lo è quella del Movimento 5 Stelle, visibile solo con la luce di un lanternino (ma ritornerò sul punto poco più in basso).

Rimane sul tavolo solo la “Proposta Lgbt” che appartine a Bersani. Proprio a lui. Dubito che sarà il “modello tedesco” (che è solo un’illusione verbale-propagandistica) ma sono certo che sia “di Bersani”, nel senso che – qualora non fosse lui a governare – salterebbe ogni accordo e avrebbero tutti mani libere. E ciò accadrebbe – beninteso – anche se a governare ci fosse un altro del Partito Democratico. Tipo un D’Alema (ecco, magari non proprio lui, ma qualcuno di altrettanto viscido; qualcuno che avrebbe le qualità inciucione di Violante, l’arroganza del potere di Rosy Bindi e il passo felpato di Letta junior; …appunto: D’Alema).

L’altro giorno, facevo proprio questo ragionamento su D’Alema, insieme ad un amico, ma lui subito mi rispondeva: “Vedi che D’Alema lo vogliono fare Presidente della Repubblica e non Presidente del Consiglio“. Mi pare assai improbabile, a dire il vero, ma se anche ci fosse questa intenzione, non sarebbe possibile. Il Movimento 5 Stelle userebbe tutta la sua forza parlamentare (e sarà una grande forza! Sarà un grande boom!) per mettere i bastoni fra le ruote a tale eventualità.

Detto altrimenti, non potrà esserci Presidente della Repubblica senza il consenso (o quanto meno la desistenza) del Movimento 5 Stelle, a meno che il Pd non decida di eleggere qualcuno a maggioranza assoluta, anziché dei due terzi. Ma in una situazione così drammatica per il Paese sarebbe – imo – da irresponsabili eleggere un Presidente che non fosse espressione di un’ampia maggioranza. Ecco, il M5S cercherà con tutte le forze di evitare che al Quirinale finisca qualche professionista della politica, qualcuno cioè che nel proprio curriculum vanti di essere “parlamentare fin dal 1975” ed è probabile che invece suggerisca personalità che abbiano grandi esperienze internazionali (id est, lontane dagli affari italiani): chessò, qualcuno che abbia lavorato all’Onu o in una Ong. Magari non proprio Gino Strada, ma qualcuno di simile. Qualcuno che possa rappresentare tutti/e gli/le italini/e, ma che al tempo stesso sia distante dai partiti e dagli equilibrismi della politica. Sarà certo una proposta shock, una di quelle (per dire) che Vendola avrà difficoltà a rifiutare, almeno in pubblico.

In generale, prevedo che il M5S si comporti così per tutta la prossima legislatura (circa un paio d’anni): ad ogni iniziativa governativa, il M5S rilancerà con proposte che la partitocrazia non gradisce ma che sarà difficile rifiutare (ma soprattutto sarà difficile spiegarne il rifiuto all’elettorato, specie a quello del centrosinistra). A proposito, sarà parecchio divertente leggere giornali come l’Unità e La Repubblica difendere linee più moderate di quelle dei propri elettori. Altrettanto divertente sarà pure vedere i tanti piddini di sinistra arroccarsi su posizioni più centriste, pur di difendere il proprio Governo (che è poi il Governo dei loro capi e dei capibastone, mica il loro).

Già, perché tutti si lamentano e criticano i grillini colpevoli di avere una fiducia cieca nelle capacità (tutte ancora da dimostrare) del M5S, ma non è che i tesserati dei partiti siano da meno. E onestamente credo che ci voglia molta più fede nel difendere e supportare dei politici (tipo Rosy Bindi) in cui non si crede per niente (penso a tutti i renziani e ai vari civati, a quelli che “il Pd non mi piace, ma lo voto lo stesso perché è il mio partito“) che chi aderisce ad un movimento perché – a torto o a ragione – ci crede “per davvero”.

Ecco, un’analisi onesta sull’atteggiamento fideistico di chi fa politica “da dentro” non dovrebbe né potrebbe fingere che – nonostante i vent’anni appena passati – non ci siano ancora persone (i tesserati del Partito Democratico, primi fra gli altri) che continuano a farsi rappresentare dalla stessa identica dirgenza del centrosinistra. Se non è fede questa… E finché i piddini non lo ammetteranno, non saranno mai seriamente credibili quando criticano i fan di Beppe Grillo. O quando (mi) rassicurano che “ci stiamo lavorando“, che cambieranno le cose. Ehi, sveglia! Siete in ritardo di 5 anni! Il M5S è nato a causa dei cialtroni che oggi guidano il Pd, ma è cresciuto perché “voi giovani” non avete spodestati i “vostri vecchi” anni fa. Del tutto inutile, poi, giocare nell’ultima corsa disponibile la “carta Renzi”. Mi spiace, ormai siete rimandati a settembre. O magari a fine anno, quando si terrà il conclave democratico per il rinnovo delle cariche di partito.

In tutto questo, il Movimento 5 Stelle sguazzerà felice e secondo me farà tanto bene. Al netto di una serie di gaffe – fisiologiche per chi non sa neanche dove si trovano i bagni di Camera e Senato – i vecchi bacucchi della politica dovranno confrontarsi con la banalità del bene e con l’irruenza dei movimenti di protesta (che un tempo erano della sinistra, ricordiamocelo). Non verrà nulla di fascista dal M5S, chi lo crede o è un ingenuo o è in malafede o è un invasato tanto quanto quei krillini ke scrivono kosì su facebooook!!!!11 Posto che trovo un po’ sciocchino confondere ki kommenta i post di Peppe in qst modo con le persone che “si fanno un mazzo quanto una casa” per portare avanti la baracca messa in piedi da Grillo, il Movimento 5 Stelle non ha mai messo in atto politiche fasciste e semmai ha più volte collaborato, nelle varie istituzioni in cui è coinvolta, con il Pd e Sel, tanto da ricevere plausi da Crocetta (il Governatore democratico della Sicilia) e da essere oggetto di attenzioni da parte di Bersani che vuole fare scouting tra i grillini (ma non erano “fassisti“?).

Ci sono le mele marce nel M5S? Oooh, sì che ci sono. Il marcio fa parte della società. Gli omofobi e i razzisti stanno però ovunque. Nel M5S, nel Pd e perfino in Sel. Tempo fa – ad esempio – parlavo con un vendolino il quale sosteneva che “il matrimonio gay è una pagliacciata“. Per non dire, poi, che i piddini – così fedeli al partito – sono stati in grado di eleggere, come proprio Presidente, Rosy Bindi, che è tante cose, tra le quali pure ferocemente omofoba (“il desiderio di paternità e maternità, un omosesuale se lo scorda“, disse, per non citare tutto il suo impegno contro il riconoscimento delle coppie omosessuali: i Di.Co). La totale mancanza di umanità di Rosy Bindi (e sia chiaro che quando dice cose non del tutto omofobe è solo perché mossa dalla pietà) non le ha impedito di essere messa a capo del Partito Democratico. E ci scandalizziamo per un Perra che è in posizione ineleggibile in Sardegna? E facciamo di Perra l’emblema di quel che pensa un intero Movimento? Per quale strana e machiavellica ragione dovrebbe valere più un Perra che tutti gli altri del M5S che hanno risposto Sì alle domande di Arcigay e che siederanno in Parlamento? Suvvia, senso della misura, cribbbio.

Con questo non voglio certo dire che il M5S sia perfetto. Per niente. Ma sono certo che un buon 80% delle cose che faranno io le condividerò. Dalla lotta per l’acqua pubblica a quella per un piano energetico basato sulle rinnovabili, dall’impegno a rendere la democrazia più partecipativa (referendum consultivo e obbligatorietà della discussione delle leggi popolari) ad una severa riduzione dei soldi pubblici che i politici di professione hanno incassato e stanno continuando ad incassare. E sì, credo anche che saranno protagonisti delle battaglie per i diritti civili e contro il clericalismo che avvinghia il nostro Paese.

La prossima legislatura durerà due anni (lo sanno tutti, ci sono le prove, direbbe qualcuno). Saranno sufficienti per capire se mi sarò sbagliato o se invece ho ragione. Nel primo caso, avrò l’onestà di ammetterlo, mentre nel secondo caso non so in quanti ammetteranno con la stessa onestà di aver avuto torto. Comunque sia, mal che vada mi consolerò pensando che non sono il solo ad aver errato giudizio sul M5S. Insieme a me ci sono Don Gallo, Erri De Luca, Dario Fo, Celentano… e tutti quelli che in questi giorni, come me, hanno deciso di votare M5S alla Camera e Sel al Senato.

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8 pensieri su “Un voto al cerchio e uno alla botte

  1. sonoromeo

    Ottima analisi. Questo post sarà molto utile alla fine di quei 2 anni previsti da te. Condivido tutto il pezzo, come sempre sei obiettivo e giusto.
    La citazione del Roccia m’ha fatto morire XD

    Risposta
      1. sonoromeo

        Se le cose andranno come dici tu allora avrai il coltello dalla parte del manico. Ma se succede il contrario preparati a leggere tanti attacchi ;)
        Io credo che andrà come predetto ma spero si riveli un governo stabile davvero.

        Risposta
  2. cuoreterso

    Ottimo punto di vista, su più punti da condiviso.
    Per cui non starò qui a fare il sunto del post.
    L’unica cosa che vorrei aggiungere è la mia conclusione…
    Dopo lunga riflessione auspico per queste elezioni un governo alla “siciliana”…
    Insomma la sinistra che deve venire a patti con la platea grillina.
    Che nessuno dei due possa governare senza guardare l’altro, quantomeno così dovrebbero soppesare ogni intento e non avere la leadership assoluta ridimensionerà i ruoli.
    Non so se è fattibile, ma sin ora mi pare che la regione Sicilia si stia comportando bene e potrebbe essere così anche a livello nazionale.
    Mah! Lo scopriremo solo vivendo…
    (okay citazione meno colta della tua ma rende l’idea eh eh eh )

    Risposta
    1. Michele Darling Autore articolo

      @cuoterso
      Concordo e auspico anche io qualcosa del genere. L’esempio siciliano mi pare un ottimo modo “per iniziare” e mettere alla prova un po’ tutti. :)

      P.s. Oggi con le citazioni ci stiamo divertendo! :D

      Risposta
  3. fabio nolli

    ma il livello di disorganizzazione che ho trovato oggi all’insediamnto del seggio regà.. mai vista na cosa simile!
    vi dico solo che dalla 4 che siamo lì sto uscendo ora; e non per colpa mia.. messo comunale che non sa mettere 3 aprole in fila, pacchi di schede sbagliate, materiale comprato dal cinese dietro l’angolo e di qualità scarserrima…
    e noi dovremmo esse i custodi della democrazia e ce fanno lavorà così???
    ma limort**** loro!!!
    [scusate lo sfogo, ma quando ce vò, ce vò!]

    PS: vedo che alla fine seguirai il fulgido esempio della tua zietta preferita per quanto riguarda il voto.. I’m proud of that!!!

    Risposta

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