
Ci sono cose più importanti del matrimonio tra persone dello stesso sesso!
Quante volte ho sentito questa frase e quante volte ancora la sentiremo. Non starò qui a sbrodolare disquizioni filosofiche e argomentazioni pragmatiche per spiegare quanto quest’affermazione sia una stronzata colossale. Certo è che ci troviamo di fronte una frase aggressiva e tanto più fastidiosa.
Eppure a volte riesco a sopportarla. Come faccio? Beh, immagino di andare avanti nel tempo di circa 10 anni, quando finalmente potremo sposarci anche in Italia (su questo non ho dubbi, accadrà di certo, è inevitabile. E lo è perché noi siamo inevitabili).
Ecco, fra dieci anni immagino che ci sarà qualcuno – ahimé, ahinoi – che lotterà per toglierci questo diritto che ormai sarà acquisito. Qualcuno che organizzerà banchetti, raccoglierà delle firme, insisterà sui politici e appronterà dibattiti in ogni luogo pubblico e virtuale per dire che “bisogna cambiare la legge e impedire ai gay di sposarsi: è necessario che il Parlamento abroghi la legge sul matrimonio gay!” e così via.
Già, non ci daranno pace, neanche quando avremo vinto questa battaglia. Ma volete mettere la soddisfazione di poter rispondere loro, con un tono po’ seccato e tranchant: “Senti, ciccio, ci sono cose più importanti che pensare all’abrograzione del matrimonio gay!“.
Ecco, io risponderò così. E sarà piacevolissimo sfancularli con le loro stesse parole.
Ottima strategia.
tra circa dieci anni potremo sposarci, è inevitabile? uhm.
@citoyenflorelle ;)
@psiko Sì, ma diciamo pure che il punto del post era un altro ;)
ahaha li abbatteremo con le loro stesse armi!
tesò, noi nun semo inevitabili, semo fa-vo-lo-si!
chiaro???
cmq, SE ce se potesse sposà entro sto secolo, ESIGO che il mio nipotuzzo me venga a fà da paggetto, pure se fosse un po’ troppo cresciuto pel ruolo. E nun cercà scuse pe defilatte, sennò te corco!!!
che altro me mancherebbe poi?
dunque.. marito c’è
paggetto pure
invitati.. pure troppi!
giusto luogo, data & ora; ma sò dettagli…
Non si tratta di essere inevitabili o meno. È tempo di liberarsi dei sensi di colpa e ancora peggio dei sensi di ingombro da cui chi è omosessuale è schiacciato e con i quali deve fare i conti ogni volta dovendo dimostrare i fatti suoi anche al vicino di casa. Non c’è bisogno di alibi né di argomentazioni particolari perché i diritti dei cittadini siano uguali.
A me nessuno ha mai chiesto perché sono etero.