Scalfarotto e Lo Giudice: i candidati gay che difendono e giustificano Anna Finocchiaro

finocchiaro e friends

In seguito al piccolo clamore causato dalle parole di Anna Finocchiaro (“Nella nostra Costituzione, il matrimonio e la famiglia sono quelle eterosessuali“), la stessa ha sentito il dovere di scusarsi – attraverso un semplice status su Facebook – con alcune dichiarazioni che, in realtà, non smentiscono affatto la sua “visione eterosessuale” della Costituzione, ma circumnavigano la questione, per non dire che la presuppongono e avvallano. Ecco cosa scrive.

le scuse della Finocchiaro

A parte che non avevo mai sentito dire che ad essere impreciso è il “parlato” e non il comunicato stampa (di solito è il contrario, no?) ma, come potete leggere qui sopra, in nessun punto c’è una retromarcia su ciò che – secondo lei – afferma la Costituzione e, anzi, nel riproporre il dualismo tra famiglia tradizionale (leggi: eterosessuale) e “altre forme familiari” (leggi: omosessuali), Anna Finocchiaro ribadisce semmai il concetto. Per lei, nella nostra Costituzione il matrimonio e la famiglia sono (ancora e soltanto) quelle eterosessuali. Ma in fondo non è nulla di diverso da quanto sostengono altri big del Pd, cioè Bindi e D’Alema.

Eppure ai “gay vip” del Partito Democratico tanto è bastato per sotterrare l’ascia di guerra. Hanno fatto finta di non notare l’assenza di una smentita sul punto dell’interpretazione eterosessuale della Costituzione e – non ridete! – l’hanno perfino ringraziata, accontentandosi di qualche frase politically correct. Pensavo non potesse esserci epilogo peggiore di questo e invece – come potete notare dal dialogo tra me, Ivan Scalfarotto e Sergio Lo Giudice – il fondo non era stato ancora toccato. Lo scambio di tweet è iniziato ieri sera.

dialogo scalfarotto lo giudice

Anna ha risposto con un mi piace“. Ma quanto è grottesca e piccolina questa risposta di Lo Giudice? Secondo il candidato gay del Pd, Anna Finocchiaro “dimostra” di aver cambiato opionione sol perché ha messo un Mi piace (!!) alla sue parole. Almeno voi che leggete il blog, vi rendete conto di quanto sia grave e, al tempo stesso, ridicola questa risposta? Ricapitoliamo:

1. Anna Finocchiaro pubblica le sue scuse su Facebook con le quali però non smentisce l’interpretazione eterosessuale della Costituzione;

2. Sergio Lo Giudice, sempre su Facebook, riconoscendo che quelle “scuse” non affrontavano la questione, risponde e precisa che non c’è alcun impedimento costituzionale all’estensionde del matrimonio, giacché – appunto – nella nostra Costituzione il matrimonio e la famiglia non sono solo quelli eterosessuali;

3. Anna Finocchiaro mette, quindi, un Mi piace al suo commento e, per Sergio Lo Giudice, ciò dimostrerebbe che Anna Finocchiaro ha cambiato opinione!

ad anna finocchiaro piace questo elemento2

È pazzesco! Da quando un “Mi piace” ha un peso politico? E da quando può essere portato come prova di un cambio d’opinione?

E quanto è altrettanto grottesco che – a pochi giorni da quelle affermazioni della Finocchiaro sul “senso eterosessuale” dell’art.29 della nostra Costituzione – l’altro candidato gay del Pd, Ivan Scalfarotto, sponsorizzi – tutto felice ed entusiasta – con un tweet (il primo, qui in alto) la stessa pluri-parlamentare derogata Finocchiaro?

E infine quanto è paradossale che i due candidati gay del Pd – in tutta questa faccenda – finiscano per fare gli avvocati della Finocchiaro? Non solo non fanno i “nostri” avvocati, ma addirittura sono loro a rispondere per lei. La superdonna (pur coinvolta nei tweet) infatti tace e si guarda bene dall’intervenire. Si lascia difendere, così come si lasciava accompagnare dalla scorta al supermercato.

È a questo che servono e serviranno i candidati gay nel Pd? A difendere i leader dalle critiche della comunità Lgbt? A gestire il malcontento? E per farlo, intendono davvero portare come prove (e come risultati) dei Mi piace su Facebook o magari dei RT su Twitter?

Non so voi, ma io sono basito.

P.s. Sergio Lo Giudice ha risposto poco più in basso nei commenti e, subito dopo, trovate la mia replica.

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11 pensieri su “Scalfarotto e Lo Giudice: i candidati gay che difendono e giustificano Anna Finocchiaro

  1. cuoreterso

    Oddio! Ma “l’assurdo” finirà mai di stupirmi? O_o
    Mi riservo di commentare con calma a casa, però una cosa vorrei dirla, tanto per seguire la linea sempliciotta del “Mi piace”… come si fa ad affidare tutta una discussione a un “mi piace” e nel caso contrario devi addurre spiegazioni più che motivate?????? -.-”

    Risposta
  2. Sergio Lo Giudice

    Gentile Michele,
    sinceramente non capisco la tua indignazione né condivido la tua ricostruzione di questa vicenda.
    Anna Finocchiaro ha fatto delle affermazioni sbagliate che rischiavano di far fare un passo indietro ad una riflessione che già è molto faticosa visto il livello arretrato del dibattito politico e del livello di informazione sulle questioni lgbt nel nostro paese.
    Mi sono fatto carico di prendere carta e penna per scriverle una lettera che spiegasse in modo argomentato dove stava l’errore delle sue parole.
    Mi ha risposto scusandosi per avere fatto delle affermazioni fuorvianti e confermando il suo impegno per una legge che superi ogni discriminazione verso le coppie dello stesso sesso. Ho ritenuto di risponderle argomentando nuovamente sul tema, scrivendo fra l’altro: ” Dopo i pronunciamenti della Corte costituzionale e della Cassazione due punti sono acquisiti:il diritto ad essere considerati famiglie e la mancanza di di impedimenti costituzionali per quella che dovrà essere una libera scelta del parlamento: rispondere alla richiesta della Consulta attraverso un istituto nuovo o attraverso l’estensione del matrimonio civile. ” A questo mio messaggio Anna Finocchiaro ha risposto con un “mi piace”.
    Non voglio stare qui a fare la fenomenologia del “mi piace “, né a stabilire quale valore politico abbiano, nella scala della comunicazione, un post su facebook o un tweet, anche se temo che tu ne sottovaluti la portata: a me , che non sono nessuno, è successo più di una volta che un mio “mi piace” finisse su un giornale, e se la stampa avesse voluto seguire questa vicenda anche quella condivisione delle mie parole da parte della Finocchiaro avrebbe avuto un suo peso.
    Quello che mi preme di dire è un’altra cosa. Abbiamo tanto lavoro da fare, a tutti i livelli, sul piano politico come su quello sociale o comunicativo. Io credo di avere fatto una cosa buona a richiamare una leader del mio partito su un punto per noi centrale e sono contento di avere ottenuto da lei delle scuse e la condivisione di un ragionamento che fatica a diventare senso comune. Puoi non esserne soddisfatto, come puoi non condividere la scelta mia o di Ivan di stare nel Pd, ma non trattarci come avversari. I nostri avversari sono altri, potenti e agguerriti e c’è bisogno, anche se da postazioni diverse, che i nostri sforzi si concentrino lì. Questo è quel che penso io, libero tu di pensarla diversamente.

    Sergio Lo Giudice

    Risposta
    1. Michele Darling Autore articolo

      @Sergio Lo Giudice

      Ciao Sergio :)
      Dici di non condividere la mia ricostruzione della vicenda, eppure è la stessa che tu hai appena ricostruito nel tuo commento. Premettiamolo subito: non ti vedo come un avversario, affatto. Semmai come un mio rappresentante. :) Ma, per la precisione, un rappresentante che mi sta rappresentando male.

      Hai fatto bene a scriverle quella lettera (a proposito: è ottima, è quello che penso anch’io!), ma devo proprio dirti che non sono d’accordo con questa tua frase che hai appena scritto:

      “…sono contento di avere ottenuto da lei delle scuse e la condivisione di un ragionamento che fatica a diventare senso comune”.

      Sia chiaro, tu sei liberissimo di dare ad un Mi piace su Facebook tutto il peso politico che credi. A me – lo dico onestamente – pare un po’ assurdo pensarla in questo modo. Non credo proprio che Anna Finocchiaro abbia condiviso il tuo ragionamento sol perché ha fatto clic. E anzi mi fa un po’ sorridere l’idea che si possa crederlo. Ma tant’è. :)

      A questo punto, però, mi vien da chiederti una cosa.
      Non pensi che quel tuo/nostro ragionamento faccia così fatica a diventare senso comune, anche perché in questi anni gli e le attivisti/e Lgbt, candidati/e e presenti in politica, si sono comportati proprio come stai facendo tu con questa faccenda? Tu, che stai dando ad un “Mi piace” un peso politico davvero e troppo considerevole per ciò che è? E cioè un banale e magari frettoloso clic?
      Io credo di sì.

      E forse, anziché valorizzare il senso politico di un Mi piace, occorrerebbe pretendere delle scuse con parole chiare. Qualcosa del tipo: “Noi proponiamo le unioni alla tedesca, non perché il matrimonio sarebbe incostituzionale, ma perché crediamo in una politica dei piccoli passi”. Infatti, se è “legittimo” in un Partito come quello Democratico avere posizioni moderate, non si può accettare con altrettanta serenità che usino una falsa interpretazione della Costituzione.

      Né poi “i miei rappresentanti” possono venire a dirmi: “Ha messo un ‘Mi piace’ su Facebook! Quindi la pensa come noi!”. Non puoi dirmelo, non solo perché è assurdo pensarlo, ma anche perché non è la Finocchiaro a gestire la sua pagina Facebook, ma il suo staff. Mi spiace insomma doverti rivelare che con tutta probabilità non è neanche stata la Finocchiaro a cliccare sul tuo commento. :)

      Questo è quello che penso io, ma come hai concluso tu, ognuno è libero di avere una propria opinione.

      Felice di averti letto sul mio blog e della tua gentilezza.
      Davvero grazie e un saluto,
      Michele.

      Risposta
  3. Lucarciduca

    La lungimiranza dei padri e delle madri costituenti dovrebbe rappresentare linfa aurea per la generazioni di oggi e di domani, invece… La lettera dell’art 29 Cost è cristallina… e palesemente NON discrimina. Occorrerebbe la morte politica di quei signori e quelle signore “onorevoli” affinché il Paese possa davvero evolvere.

    Risposta
  4. Marco Boato

    Vorrei far notare che anche se il “mi piace ” di Anna Finocchiaro fosse autentico non significherebbe comunque nulla, visto che nel post di Lo Giudice si fa (furbescamente?) riferimento ad un “ISTITUTO NUOVO” come alternativa valida all’estensione del matrimonio civile. E siccome mi pare che l’”istituto nuovo” sia proprio quello che propone la Finocchiaro, come Bersani, non mi pare proprio che il suo “mi piace” possa assumere grande significato. Il problema qui è un altro, il problema è quello dell’estensione del matrimonio civile, e mi pare chiaro che su questo Anna Finocchiaro non abbia fatto nessun dietrofront. Mi auguro invece che Sergio Lo Giudice non segua le orme di altri “big” dell’associazionismo LGBT che, una volta entrati in politica, hanno rinnegato nei fatti il loro passato attivismo. Spero che il politico Lo Giudice sia lo stesso Lo Giudice che ho ascoltato quest’estate a Padova in una difesa appassionatea dell’estensione dell’istituto del matrimonio civile alle coppie same-sex.

    Risposta
  5. Riccardo Magini

    Ti ringrazio Michele per la tua perseveranza nell’informarci, io la penso come te. Un Mi piace non ha, non deve e non dovrebbe avere un peso politico, se qualcuno gliene dà è perché questa società sta divenendo sempre più immatura, come ragazzini che vanno a presso alle piccolezze/alle caramelle invece di affrontare seriamente i problemi.

    Risposta
    1. Riccardo Magini

      Un pensiero sul “Mi piace”; dando a questo atto, un click, una importanza e un peso politico si potrà un giorno controllare indirettamente le persone trattenendole nel farlo se no il suo click potrebbe segnarlo/identificarlo in qualche modo.

      Io mi chiedo quando appaiono quelle immagini di cani massacrati o di bambini mutilati e ogni volta viene cliccato il “Mi piace” cosa significa? vorrebbero tutti i cani massacrati? o i bambini mutilati?

      Cresciamo un click su di un social network è solo un click, non deve avere nessun significato politico, si sta esagerando.

      Risposta
      1. fabio nolli

        uhm.. esagerazione o ardita arrampicata sugli specchi, fatta a livelli di spericolatezza da guinness dei primati?
        Non so voi, cmq io opterei per la seconda che ho detto..

        Risposta
  6. quid76

    La parolina magica manca e manchera’ a lungo in questo pd. Stavolta e fino a che il/la futura segretaria non la pronunceranno si possono scordare il mio voto. Se devo turarmi il naso scelgo io con cosa.

    Risposta

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