
Lungi dal poterne fare io, vi segnalo queste tre riflessioni sulla vicenda di ieri. Quella che ritengo più importante e ricca di spunti è la prima, ma anche le altre non sono certo da meno. Buona lettura.
L’omofobia, i Movimenti e il lutto ai tempi di internet di Luigi Carollo (n.b. il testo è stato scritto ieri pomeriggio, mentre qui c’è un post scriptum di oggi).
Note a margine sul suicidio di A. di Dario Accolla (sul blog del Mieli)
Sul caso del ragazzo suicida: non tutto quadra di Giovanni Dall’Orto
Sia come sia, l’omofobia c’entra, se è vero che il ragazzo era deriso per la sua omosessualità. vera o presunta. Basta essere un po’ diversi nel modo di vestire, di parlare, di camminare, perchè il soliti deficienti diano addosso dando del “frocio”, che uno lo sia o no.
@rainbowman56
Pare però che il ragazzo non fosse – in realtà – destinatario di atti di bullismo, così come riportato in tutti i quotidiani di ieri e di oggi.
In altri termini, personalmente rimango molto cauto a sostenere o a basare qualunque ragionamento su fatti potenzialmente infondati e che nessuno (né i giornalisti né le Associazioni Lgbt – che a quel punto avevano il dovere di svolgere indagini ulteriori) ha adeguatamente verificato prima di dar adito al grande clamore di ieri.
Data questa premessa, io credo che la vicenda non sia stata trattata in modo decente. E i motivi sono spiegati bene o male in queste tre riflessioni.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Michelì, la storiaccia è stata trattata in modo pornografico, non solo indecente!!
Purtroppo ormai la De Filippi colla sua pornografia sentimentale ha fatto danni enormi, e in troppi ormai partono co sto riflesso pavloviano. Mettici poi che i pennivendoli in una storia del genere ci sguazzano che è un piacere, aggiungici un paio di dive dell’associazionismo frocio per i quali ogni occasione è ottima per il quarto d’ora di visibilità per sé o la loro organizzazione (ogni riferimento all’help line è puramente voluto), qualche blogger sciacallo che pubblica pure le foto del ragazzino, la disorganizzazione totale di quella che doveva essere na fiaccolata di solidarietà ed è finita col diventare non s’è capito bene cosa (vedi post di Elfo al riguardo)..
Insomma, non ho più parole per dire quel che provo davanti a drammi del genere. L’unica che mi viene in mente è: DISGUSTO!
@fabio Ma tu che ne pensi del primo intervento linkato?
Fra tutti è quello che più riesce a materializzare i miei pensieri (non che gli altri non lo facciano… anche perché noto comunque una certa comunanza di riflessioni tra i diversi post).
semplice: ha ragione.
Purtroppo.
[intendiamoci: il purtroppo non è per la persona (che non conosco), ma perchè mi dispiace provare quel disgusto che ti dicevo sopra]
cmq mi ritrovo più in quel che dice il sempre lucido GdA (il 3° link).
Ma è una cosa cronica: quando dice qsa, gli dò ragione 99 volte su 10.. (no, non è un refuso: volevo proprio scrivere novantanove volte su DIECI..).
come ho scritto, a me non importa chi sia e cosa fosse, mi interessa che sia morto, che sia stato lasciato solo a soli 15 anni… siamo stati tutti adolescenti, e sappiamo cosa gli ormoni ci fanno passare per la testa, ma questo non giustifica essere abbandonati dalla famiglia e dagli amici… se ci sono stati insulti omofobi ben vengano dei provvedimenti, se così non fosse spero che sia un esempio di come la morte di qualcuno debba essere lasciata in pace e non strumentalizzata…
poatilla: ti copincollo il comunicato stampa di familiari & insegnanti di Andrea.
Non aggiungo commenti miei; forse perchè m’è rimasta un po’ di decenza e davanti al dolore altrui preferisco tacere.
—
Noi insegnanti, amici, compagni di classe e genitori che hanno conosciuto e voluto bene ad A., vogliamo dire che, all’irreparabile dolore per la sua morte tragica, si unisce un ulteriore motivo di sofferenza, legato al modo in cui la tragedia viene ricostruita, stravolgendo l’immagine di A.
A. era un ragazzo molto più complesso e sfaccettato del profilo che ne viene dipinto: era ironico e autoironico, quindi capace di dare le giuste dimensioni anche alle prese in giro alle quali lo esponeva il suo carattere estroso e originale (e anche il suo gusto per il paradosso e il travestimento, che nelle ricostruzioni
giornalistiche è stato confuso con una inesistente omosessualità); era curioso e comunicativo, pieno di vita e creativo, apprezzato a scuola dagli insegnanti; soprattutto era molto amato da tantissimi amici e compagni. Probabilmente nascondeva dietro un’immagine allegra e scanzonata una sofferenza complicata e un profondo e non banale “male di vivere”.
Per questo crediamo che il modo migliore e più rispettoso per ricordarlo e continuare a volergli bene sia quello di lasciare la sua morte al silenzio, alla riflessione e all’affetto di chi gli è stato vicino.
Firmato
Alcuni insegnanti, genitori e compagni di classe
Come ti ho scritto ieri su Fb penso che il primo pensiero sia quello che più si presta alla realtà dei fatti, per il semplice motivo che un suicidio va studiato prima di essere esposto. Le motivazioni, vere o presunte, non si sanno ancora e gridare allo scandalo troppo presto può far partire una macchina senza sosta che sputa sentenze e poca verità. Grazie ancora per i “chiarimenti”.. io per aver scritto due righe sul mio blog mi sono beccato 20000 vaffanculo. Viva il rispetto delle idee altrui, mai prendere le cose per partito preso.. andiamo con calma e la verità verrà fuori. Qui si parla comunque di una morte che non doveva esserci, evitiamo di strumentalizzarla.
L` impressione che la diversita` e il modo con cui era trattata c` entrasse in qualche modo rimane. Concordo sul fatto che troppi parlano e sentenziano senza conoscere i “fatti” , c’ e’ comunque una frase del Carollo che non mi e’ piaciuta. In difesa del presunto bullismo dei compagni di A. dice che a15 anni la propria identita’ si costruisce anche attraverso la derisione e lo sfotto’di chi e’ diverso. Prego? Cosi’ ragiona il membro di un branco di bulli, non una persona civile. Non ho mai sentito il bisogno di rafforzare la mia identita’ deridendochi e’diverso da me, e comunque deve essere chiarito da parte degli educatori che la propria identita’ si costruisce attraverso la valorizzazione della propria individualita’ e il rispetto della diversita’.
@rainbowman56
Stai storpiando il senso di quella frase, a mio parere. Non c’è scritto che tutti costruiscono e hanno costruito la propria identità attraverso lo sfottò dell’altro. C’è scritto un’altra cosa.
Non parla di identità, ma del forte bisogno di alcuni di apparire così addentro ai canoni della normalità – e quindi del bisogno di difendere e far propria questa asserita normalità – sfottendo chi si sottrae a quegli stessi canoni. Non sta difendendo il bullismo, sta semmai cercando di spiegarlo. A ben vedere, sta proprio cercando di spiegare come può ragionare il membro di un branco di bulli.