È un po’ un errore chiedere: “Che ne pensa Grillo dei gay?”

Qualche giorno fa avevo un bel sorriso allungato sul volto. Merito dei risultati del M5S (no, non sono un grillino, ok?!). Un mio amico mi ha però detto: “Puoi essere felice quanto vuoi ma… Grillo che ne pensa dei gay?”

È ovviamente una questione importante e, per quanto mi riguarda, dirimente. Ma per scoprire cosa pensa Grillo basta correre sul suo blog e scrivere nel motore di ricerca la parolina gay: una cosa che dovrebbe essere facile nel 2012. E leggere, così, qualche post dedicato ora alle unioni civili, ora alla discriminazione, ora al Sacro Valore della Famiglia incarnato da Berlusconi (e dal Pd) in tutti questi anni, ora ai Di.Co. e all’opposizione vaticana, ora (di nuovo) ai Di.Co. e all’opposizione vaticana, ora alla vicenda Sircana, ora a “Luxuria che non mente su sé stessA“, ora alle contestazioni a Ruini da parte di chi era pro-Pacs, ora… vabbè, insomma, si è capito, no?

Ma c’è un grave errore in tutto questo ragionamento: dare così tanta rilevanza a Grillo, dimenticandosi che il M5S non è Grillo e che – per quanto ne so io – tutte le varie liste civiche appoggiano, ad esempio, i registri delle coppie di fatto. O partecipano al Pride, come i ragazzi 5 stelle di Milano, Napoli e Palermo (i palermitani – lo so per certo – hanno pure incontrato il movimento Lgbt locale, cercando di far propri i bisogni di questa nostra collettività). O ancora mettono in piedi, a livello regionale, in Piemonte, il Progetto Equal.

C’è di più ed è un’esperienza personale. Tempo fa ho avuto modo di affrontare il tema del matrionio e delle adozioni con alcuni ragazzi del Movimento. In un certo senso “mi ero preparato”, tenendo ben a mente le giuste risposte alle tante e solite obiezioni. È stato del tutto inutile: per loro “era ovvio” riconoscere tanto il matrimonio quanto le adozioni. E in particolare su queste ultime mi hanno risposto: “Certo! Ci sono un sacco di studi che spiegano perfino scientificamente che non c’è motivo per essere contrari alle adozioni…“: sapevano (quasi) più cose di me! E non erano né gay né lesbiche, sia chiaro. Scrivo questo per raccontarvi che il M5S si contraddistingue anche per un’altra cosa: non va allo sbaraglio, non va di pancia. Basa le proprie scelte e le proprie idee su una corretta informazione. E fortunatamente le battaglie frocie sono lotte sempre parecchie “informate”.

Un’ultima cosa, che fa il paio con un post che avevo scritto tempo fa: ma invece di cercare il pelo omofobico nelle uova dei grillini, perché tutta questa agitazione pare invece scemare di fronte al più grande partito (…?) a sinistra del centro? Quel partito che – ricordo – ha eletto come suo Presidente l’onorevole e omofoba Bindi? Quel partito che oggi partecipa al governo del Paese e che in Commissione Giustizia ha affermato di non voler neanche trattare l’argomento del matrimonio tra persone dello stesso sesso?

In altri termini, per quanto riguarda le tematiche Lgbt dentro la politica, qualcuno crede seriamente che il problema sia Grillo o il M5S? E porsi questa domanda non è forse un modo per ridare verginità a quei partiti politici che non hanno fatto una beata mazza per quanto ci riguarda in tutti questi anni?

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2 pensieri su “È un po’ un errore chiedere: “Che ne pensa Grillo dei gay?”

  1. fabio nolli

    beh, che si cerchi di capire come la pensi “il nuovo che avanza” mi sembra quasi fisiologico, visto che sappiamo già fin troppo bene come la vedono le vecchie cariatidi..
    Nello specifico, già conosci quali siano le mie perplessità sull’atteggiamento grillesco sul tema diritti civili in genere (ci inserisco pure la storia di quanto sbraita contro la cittadinanza ai figli di immigrati nati qui e che magari conoscono più l’italico idioma che quello della loro terra d’origine); già ne abbiamo discusso le settimane scorse, sia con te che con 5star (a propò, che fine ha fatto? è un po’ che è sparita).
    I miei dubbi, non tanto sui singoli meetuppini quanto su quella che potrà essere la sintesi che andrà fatta prima o poi sul tema (se continuano a imbarcare ex leghisti, la vedo complicata..) c’erano. E ci sono ancora.
    per cui, non ti voglio ammorbare con un papirone in cui ripeterei quel che ho già scritto.

    Risposta
  2. Michele Darling Autore articolo

    C’è bisogno certamente di un passo in più. Secondo me, arriverà a breve. Le tematiche Lgbt rigurdano molto più le politiche nazionali: le elezioni costringeranno a prendere una decisione. Vedremo…

    Grillo non ha però vietato ai consiglieri comunali M5S di firmare a favore de “L’Italia sono anche io” (e chi ha voluto lo ha potuto fare e lo ha fatto) e in un post successivo o in un’intervista – non ricordo – aveva pure chiarito di non essere contrario alla cittadinanza agli immigrati e che il suo ragionamento riguardava la distrazione dei media dall’argomento “crisi”. Un “benaltrismo” davvero fastidioso, quello di Grillo.

    Un saluto e un mega abbraccio :))

    Risposta

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