Perché scrivere un post, quando quello che penso l’ho già scritto altrove? Meglio, molto meglio spiaccicare sul blog l’immagine di quel dialogo, no? :)

Perché scrivere un post, quando quello che penso l’ho già scritto altrove? Meglio, molto meglio spiaccicare sul blog l’immagine di quel dialogo, no? :)

posso dire che comunque invitare qualcuno anche se in maniera così generica, non mi piace? ok, tu calciatore famoso puoi far del bene dicendo di essere gay, ma riguarda sempre la tua vita personale… se vuoi dichiararti lo fai perchè te la senti e non perchè ti invitano. tanto è un invito a vuoto. I rapporti fra calciatori sono diversi dai rapporti di amicizia secondo me, l’unica cosa ad unirli è lo spirito di squadra, non il piacere nello stare insieme qualsiasi sia la tua sessualità, e venire allo scoperto può creare problemi in squadra secondo me.
@Pier(ef)fect
Certo che lo puoi dire :)) Anzi, è un piacere trovare qualcuno con cui non si è d’accordo :D
Anche io penso che se uno lo vuole fare, lo fa. Se non lo vuole fare non lo fa. E a nulla vale un’esortazione generica se sei pienamente convinto di vivere la tua vita di nascosto.
L’esortazione può tuttavia fungere da stimolo verso chi “ci sta pensando”, chi è indeciso. Si tratta di un incoraggiamento. E in questo non ci vedo nulla di male.
Capisco quello che dici sui rapporti di squadra. Ma è giusto che sia così? È giusto che l’omosessualità di un giocatore crei problemi? La mia risposta è no, si tratta di un tabù da abbattere. E lo si può fare solo dall’interno, se un giocatore fa coming out e mette al centro la questione e l’annessa soluzione: “non c’è motivo perché la mia omosessualità pregiudichi i nostri rapporti di squadra”.
P.s. Sia chiaro, io non parlo di “giocatori famosi” che dovrebbero fare coming out per dare l’esempio ai tifosi. Io mi riferisco a giocatori, a sportivi, che dovrebbero fare coming out per vivere serenamente la propria sessualità e per sconfigere il tabù all’interno della propria squadra, nel proprio ambiente sportivo. Non un coming out finalizzato ad “educare” la società, ma un coming out fatto per il proprio benessere e per mettere in discussione questi tabù tra i propri compagni di gioco. Che poi ci siano dei riverberi anche sui tifosi è un fatto secondario ed eventuale, proprio perché non è che solo tra i calciatori famosi ci sono gay. Immagino anzi che ci siano molti calciatori gay, ma sconosciuti ai più.
se uno lo vuole dire bene, se no si vive lo stesso bene! non è “obbligando” un calciatore, un politico, un personaggio pubblico che si risolve il problema dell’omofobia.. bisogna educare alla diversità! Quando si capiranno dei concetti base, allora riusciremo qualche cosa in più
@acutequeernerdworld
Sono d’accordo che non è “obbligando un calciatore, un politico, un personaggio pubblico che si risolve il problema dell’omofobia” e che “bisogna educare alla diversità”. Però qui non si sta obbligando nessuno. Il tema è: si può parlare di coming out? Si può sperare che anche nello sport qualcuno abbia le palle di dire di essere gay? O bisogna stare zitti?
E sia chiaro: se uno lo vuole dire, bene. Se non lo vuole dire, fatti suoi. Ma non si vive bene lo stesso. Chi decide di fare coming out, decide di vivere alla luce del sole, nel segno della (propria) libertà. E chi si nasconde non vive in questo stesso modo: vive in modo diverso, appunto nascosto, poco libero e pieno di menzogne. Non credo sia il massimo e può diventare molto triste.
È un po’ più complicato di così.. la mia mi pare di avertela scritta tempo fa, e non mi ripeto (sennò a tardona, babbiona eccetera aggiungeresti pure che zietta tua è tanto noiosa a scriverti sempre le stesse cose..)
Perciò mi limito a copiarti quel che disse sul tema uno dei pochi che cercò di rompere qualcuna delle troppe omertà paramafiose (e no, non è un’iperbole questa) del dorato mondo pallonaro: Carlo Petrini, tra l’altro morto da poche settimane
“Il mondo del pallone rischia di esplodere per il connubio con la criminalità e quando arriverà lo scandalo dei calciatori gay. Prima o poi si ammetterà la presenza di giocatori omosessuali. Per ora si sta cercando di nasconderlo: troppo “machi” gli italiani per accettare l’idea che fra i giocatori di calcio possano esserci gay. Ma come si fa a credere che non ce ne siano?”
Ineccepibile!
@fabio
Ineccepibile. :) E prima o poi arriverà anche questo momento.
@Pier(e)fect, guarda, condivido abbastanza quello che dici, tuttavia esiste una responsabilità sociale che le persone famose, quelle che diventano modelli per i giovani, che hanno su di loro una grande influenza, anche se magari ne farebbero volentieri a meno, dovrebbero assumersi. Se diventi famoso e idolatrato il valore del tuo coming out, proprio perchè difficile e complicato dall’ambiente in cui gravita la tua vita professionale e probabilmente anche personale, è immenso. Pensa a tutti i ragazzi e le ragazze che vivono la propria sessualità nell’insicurezza, nel timore, nascondendosi e sentendosi ‘sbagliati’ che magari non si palesano proprio perchè hanno la convinzione che ‘in certi ambienti’, ‘facendo certi lavori’ non si può dire, non ti capirebbero… Insomma se dei calciatori famosi facessero coming out, pensa che meraviglioso messaggio di fiducia! Pensa che impatto emotivo dirompente! Darebbe un segnale del tipo Gay è bello, è sano, è atletico, è POSSIBILE. Una grande iniezione di fiducia e autostima per una intera generazione. Io credo che in questo caso, pur con tutto il rispetto per l’intimità di ciascuno e per la discrezione, sarebbe un gesto di grande generosità. E invitare qualcuno alla generosità mi pare bello, tuttosommato.
scusami ma francamente fra tutti i messaggi che il mondo del calcio possa mandare, penso che quello di dichiarare la propria omosessualità sia l’ultimo. perchè non invitiamo i calciatori ad esprimersi contro la violenza, il bullismo, lo sport stesso ormai malato? mi sembrano tematiche più vicine a loro… il messaggio sarebbe forte, ma la popolazione gay che ha nel calcio i propri miti è davvero scarsa. io ci vedo il bisogno morboso di trovare l’omosessualità a tutti i costi perchè dichiarato è bello mentre non dichiarato è brutto, e se sei ricco e famoso abbiamo bisogno di sapere tutti i tuoi fatti. io credo che non ci sia bisogno di idoli, specie per quel che riguarda la vita privata. Non ricordo chi si era dichiarato un fervente cattolico scrivendo addirittura un libro. Ma non mi pare ci sia stato un boom di conversioni. perchè ognuno fa quello che vuole, ed essere invitato a fare qualcosa che non viene spontaneo, non piace a nessuno.
Ma infatti, ti ho appunto detto che concordo se il tema lo affronti in questi termini, solo che a volte, mi pare (è una mia sensazione niente più) che ci siano persone che vorrebbero disperatamente mostrarsi per quello che sono veramente ma sono soverchiati dai luoghi comuni che li vogliono ‘discreti’ e ‘ nascosti’ a tutti i costi. Magari anche qualche calciatore è tra costoro e non trova il coraggio di fare un passo che magari desidera. Stimolare attraverso un invito, che esprima chiaramente che farlo potrebbe essere una svolta per altri che si trovano nella stessa condizione e magari potrebbero essere ispirati da un modello e trarre coraggio da lui, mi pareva cosa tutto sommato positiva, ecco. In questo senso. Ciao
@Pier(ef)fect e @fivestarspao
Premesso che nel post non ho riflettuto su questo aspetto “educativo” del coming out, mi trovo più d’accordo con @fivestarspao. Credo anche io che i personaggi famosi, in genere, possano giocare un ruolo non irrilevante nella lotta all’omofobia e nella capacità di comprensione/accettazione da parte dei fans, etero o gay. Ripeto: “possono” giocare un ruolo, ma non è detto che ci riescano. In ogni caso, penso che i coming out vadano fatti, prima di tutto, per il proprio benessere. Se poi riescono a fare del bene anche agli altri, tanto meglio. Se no, amen.
In riferimento al calcio, non sono invece d’accordo con l’idea che ci siano “altre tematiche più vicine a loro”, rispetto all’omosessualità. La circostanza che “non esistano gay nel calcio”, che nessuno abbia fatto coming out, dimostra semmai il contrario: che è una tematica così forte e imperante che azzera qualunque possibilità di espressione. Insomma, così come la società tutta non è fatta di etero e non deve essere costruita intorno agli etero (con diritti riservati agli etero), così vale anche per il calcio: non è giusto che un calciatore gay, magari di serie C2, debba nascondersi a vita solo perché “il calcio è etero”.
Boh, sono un sostenitore dell’idea “il coming out non è sempre positivo”.
Bisognerebbe andare a vedere situazione per situazione, atleta per atleta. Dobbiamo ricordare che non sono solo atleti, ma anche persone. Possono avere i loro problemi o le loro idee personali, che si voglia.
Allora, io la penso così:
Vogliamo fare l’invito a far fare coming out ai giocatori? Ok, facciamolo.
E’ assolutamente una cosa che ritengo o-s-c-e-n-a quella del pronunciarsi negativamente sul coming out calcistico solo perché “il calcio ha le proprie regole… i tifosi non capirebbero… ecc.”
Se un atleta sente e vuole fare coming out, che lo facesse senza star a sentire dirigenti e altre teste di… piffero del genere.
Però non ritengo necessario il coming out da parte di un calciatore… Per molti motivi:
1. Nessuno deve, ha dovuto, o dovrà ritenere necessario il mio coming out, quindi per coerenza vige la norma “non far (fare) agli altri ciò che non vuoi si fatto (fare) a te”.
2. Nessun eterosessuale manifesta con il mondo il proprio gusto sessuale. Perché dovrebbe essere diverso per gli omosessuali?
Però, beh…
1. Non mi piace che venga nascosta una cosa così. Torniamo al punto di prima: Se uno vuole fare coming out, deve poter avere il diritto di farlo;
2. Non mi piace manco che addirittura si neghi che esistano omosessuali nel calcio. Daje, è assurdo :D
3. Non mi piace che ci possano essere problemi. Ad un giocatore piacciono gli uomini. E allora? Non gli passi più la palla e lo escludi dalla partita? Siamo davvero a questi livelli?
Riassumendo la mia idea: Vogliono fare coming out? Devono poter avere le stesse opportunità che avrebbero se “dichiarati eterosessuali”.
Non vogliono fare coming out? Pazienza… Spero solo non sia per le pressioni nell’ambito calcistico, ma per problemi/idee personali (comprensibili, giustificati, inviolabili, e non discutibili).
PS. Sì, come dice fivestarspao, sicuramente sarebbe positivo un coming out per “la società” da parte di questi soggetti. E’ normale e sarebbe bello.
Ma questo funziona con un po’ tutti i coming out… Anche dimostrare che vi siano persone che sono nostri fratelli, zii o parenti, che sono gay, ci (generale) aiuta ad accettare e a capire meglio come stanno le cose.
E’ ovvio che se si parla di personaggi così… famosi, la movimentazione è enorme. :)
@Arles
Concordo, il coming out non è sempre positivo. Ovvio, quindi, che il discorso vada fatto al netto delle situazioni “difficili”, ma realmente difficili. Non deve essere cioè una scusa per non fare coming out, perché si ha paura di farlo. La paura può far sì che situazioni che sono solo un pochino difficili appaiano invece difficilissime. E questo non va bene: non bisogna farsi guidare dalla paura.
D’accordo su quello che hai scritto nel secondo paragrafo, un po’ meno con quello che dici nel terzo (Nessun eterosessuale manifesta con il mondo il proprio gusto sessuale): perché non è così.
Gli etero, tutti, senza eccezione e senza drammi, manifestano il proprio orientamento sessuale. Non ce ne accorgiamo perché è una cosa talmente quotidiana che passa appunto inosservata. Lo fanno naturalmente. Ma accade, di continuo: ogni volta che un etero si innamora, va a cena fuori con la propria ragazza, la bacia in mezzo alla strada e il giorno dopo racconta tutto ai suoi compagni di classe, lo fa ogni volta che si sposa, in pubblico, e poi continua ad indossare un anello, ben visibile a tutti, lo fa ogni volta che rilascia un apprezzamento davanti agli amici su una ragazza che gli passa accanto, ogni volta che chiede consiglio al/la proprio/a fratello/sorella o ai propri genitori su cosa fare con una particolare questione d’amore, etc. etc.. Tutte queste cose vengono fatte in modo naturale, senza enfasi, ma vengono fatte. Dovrebbe essere così anche per noi e invece non lo è: il più delle volte stiamo in silenzio, evitiamo un commento o addirittura mentiamo. Dobbiamo sconfiggere questo silenzio e queste bugie. Per farlo dobbiamo sconfiggere l’idea che gli altri hanno di noi, che danno per scontata la nostra eterosessualità: dobbiamo cioè dire, prima di tutto, “siamo gay”. In modo tale che poi potremo anche dire “mi piace quel ragazzo” oppure “Papà, puoi darmi venti euro perché è San Valentino e porto Luca fuori, a cena”… :)
Per il resto la penso come te :)
P.s. Venti euro son pochi per portare qualcuno fuori a cena, lo so :D Ma siamo in tempi di crisi :D
Ma sì, il tuo discorso è vero.
La mia era una frase che aveva un’altra sfumatura, ma d’accordo…
Per quanto riguarda le “situazioni difficili”, esistono e vanno tenute di conto. Spero solo che nel corso del tempo queste vadano pian piano a spegnersi…
Ps. Sì, venti sono pochini. Ma ce li facciamo bastare per portare Luca fuori a cena :DD
Uh… non volevo fraintenderti :)) ma mi fa piacere che la pensiamo nello stesso modo su Luca :D :D (ihihih)
Se c’è un mondo che è lontano da me anni luce credo sia il calcio. L’ho rigettato sin da piccolo e credo che abbia rappresentato la mia prima forma di ribellione all’imposizione di un modello di maschio eterosessuale in cui, inconsciamente, non mi riconoscevo affatto.
Pensar a un omosessuale che decide di fare del calcio la propria vita mi riesce difficile e con ragionamenti pieni di stereotipi finisco per allinearlo a quei gay che mi pare scelgano apposta professioni in cui è più difficile vivere liberamente: militari, sacerdoti… Ci vedo dell’autolesionismo o forse il desiderio, inconscio, di costruirsi un alibi per tentare di non essere ciò che si è.
Ovviamente il mio è un ragionamento anche presuntuoso, perchè dietro ciascuno c’è una storia che non può essere incasellata facilmente.
Fatta questa premessa, quindi, non posso che lodare il coraggio del calciatore che sceglie il coming out. Ma è difficile. Lo è per i riflettori accesi intorno ma, forse, anche perchè chi ha fatto quella scelta non lo farebbe nemmeno se avesse svolto un altro mestiere.
@Swann
Io ho rifiutato il mondo del calcio dopo l’ennesima pallonata in faccia :D
No, vabbè, a me non dà troppa noia guardare le partite ma solo durante i mondiali divento un tifoso d.o.c., con bandiere, ansia, scommesse, appuntamenti imprescindibili di fronte alla tv con i miei amici. È un bel divertimento.
Per il resto, sono d’accordo, anche perché “ti sei risposto da solo” :) Io credo che sia un tabù da sconfiggere, che il calcio possa e debba un giorno affrontare questa sfida… per il bene, prima di tutto o forse esclusivamente, di quei gay e di quelle lesbiche che giocano e fanno sport ma si nascondono. Facendo un paragone forse troppo azzardato è lo stesso che accade con la religione, che è stata raccontata ed esercitata secondo principi eteronormativi/maschilisti… ma questo non può impedire di sfidare questo modello. Ma forse il paragone è, ripeto, azzardato.
:)
questa intervista sul tema è del 2008, e fece un discreto polverone
cmq oggi la paramafia pallonara si schiera così
http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/05/02/news/gay_di_natale-34333367/?ref=HRERO-1
Se poi vogliamo fare del pettegolezzo spinto, potrei fare nomi & situazioni di cui si vocifera assai, ma siccome voglio bene al nipotuzzo, evito di farlo pubblicamente (in caso, userei la mail; sempre se ti interessa la cosa)
ok, mi sto preoccupando.. mi tocca pure dire che c’ha ragione la Checca Paona..
PS. date un’occhiata ai commenti su youtube al video di Cecchi Paone: chiarisce meglio perchè è tanto complicato trovare un calciatore che faccia sto benedetto coming out!
Per farla breve (e prima che mi dite che sono logorroico):
la paramafia pallonara sul tema vuol solo proteggere il suo mercato. Per capirci: negli usa il soccer è considerato uno sport femminile, lo praticano soprattutto le ragazze; mentre football, basket e baseball sono GlI sport virili, seguiti da milioni di uomini.
In Europa lo consideriamo uno sport virile, seguitissimo da milioni di tifosi che nello sport esprimono la loro appartenenza a un clan (positivamente, non parlo di ultrà).
Se si sapesse quali sono i giocatori omosessuali che competono sportivamente con i giocatori etero ci sarebbe una crisi di identità di genere tra i tifosi, che valorizzano la competizione maschile.
Per cui, la paramafia pallonara difende il suo mercato, che si basa su un numero molto grande di tifosi che seguono uno sport “macho”.
Sad, but true!
@fabio
Sul video di La7: qui la seconda parte: http://youtu.be/-NpKf3L4QiU Non aveva mai visto questa intervista… che dire? Ammesso e non concesso che sia tutto vero… posso dire che è angosciante un’intervista fatta in questo modo? Sembra un pentito di mafia… E comunque… sono curioso, attendo la mail :D
Sul video di Cecchi Paone. A parte l’utilizzo scorretto della parola outing (come del resto anche nel video dell’intervista al “pentito”), a parte ‘sta invenzione della parola omoafettività (usata a mo’ di contrapposizione della parola omosessualità, quando invec è solo una specificazione), a parte l’idea che Cecchi Paone sia un’icona gay (:D), i ragionamenti che fa sono abbastanza condivisibili :) I commenti… sono quello che sono, ahinoi. :/
Sull’ultimo commento. Quello che mi chiedo io – retoricamente, certo – è: ma la virilità è etero? No. La mascolinità è etero? No.
Sai che effetto devastante quella di un calciatore che dici di essere gay? Devastante rispetto a quell’immaginario tutto frou-frou?
Comunque… succederà che anche nel calcio verrà fuori un Tiziano Ferro. Ed è triste che si sentano costretti a vivere in modo nascosto la propria vita affettiva e sessuale. Io ne morirei.
michelì, ma mica ce stanno solo i calciatori gay! sapessi quanti sono i giornalisti sportivi che sò della parrocchia!!
l’unico svelato è proprio paolo Colombo (quello dell’inchiesta che t’ho linkato stamattina), che allena pure la nazionale di calcio gay (sì, esiste pure quella!)
sai quanti ne conosco che off record stanno messi pure peggio di così?
Fabiè, ma mica ho detto che ce stanno solo i calciatori gay?! :D
P.s. aspetto la lista riservata via mail. ;)
ma che pettegola che sei!!!
(per la serie: senti chi parla, avete assistito..)
come c’ho un attimo, te la preparo
bacio
quanto scommettete che sto film
qui non uscirà MAI al cinema? e non solo perchè è islandese..
http://carloangeloandrea.blogspot.it/2012/04/calciatori-gay-giochi-proibiti-dello.html
^_*
sempre sul tema, altra riflessione da aplpausi
http://www.imille.org/2012/05/quel-frocio-di-del-piero/
(intanto continuo a chiedermi perchè una colla sua intelligenza stia nel pd.. mah!)
Dopo pranzo darò una lettura :*
Buon fine settimana :))
sarà verò?
http://www.gazzetta.it/Calcio/01-06-2012/calciatori-gay-nascosto-ma-tifosi-li-sosterebbero–911406629437.shtml
aggiornamenti sul tema..
http://www.calcioblog.it/post/52269/calcio-omosessualita-mezzo-outing-calciatore-anonimo-bundesliga#continua
(e pure qui continuano a confondere outing con coming out..)