
Senza Pd non si va da nessuna parte: ad oggi, è una questione numerica. In questo senso, il Pd risulta davvero indispensabile. Ma il problema qui è inverso. Siamo noi (gay, lesbiche, trans) ad essere “dispensabili” per il Pd.
E poco importa che in Parlamento o in altre istituzioni o che dentro al partito militino gay e lesbiche, se poi perfino nell’ultimo programma sfornato dal Pd, in tempi di tesseramento, non c’è nulla che riguardi le questioni Lgbt. Nulla. Neanche una frase del tipo: “Ci impegniamo per il rispetto di gay e lesbiche in Italia”. Neanche una frase stupida, vuota o banale, non un impegno preciso, neanche un’espressione di principio.
Ma ci sono gay e lesbiche nel Partito Democratico!
E quindi? Può essere mai che il mio essere rappresentato si esaurisca nella sola presenza e attività di un gay o di una lesbica? Può essere mai che nel 2012 il più grande partito che si muove alla sinistra del centro non scriva una parola (una!) all’interno del suo documento programmatico? Che tutto il partito non si muova in una direzione comune, quanto meno nelle dichiarazioni alla stampa (vedi Costa e Toia, per non dire della Presidente (!!!) del Pd e la storia dei bambini in Africa)? È mai possibile che debba accontentarmi delle puntualizzazione e rassicurazioni che mi vengono passate attraverso un blog o twitter? È questo il tipo di rappresentanza Lgbt che il Pd mi riserva? Nessuna parola nel programma e qualche post o tweet da parte dei gay e delle lesbiche piddini/e?
Che cos’è questo atteggiamento del Pd, se non strafottenza e arroganza nei confronti delle e degli Lgbt? Ma può essere mai che non vengo neanche chiamato all’appello nel programma politico? E, sia chiaro, non chiamarmi all’appello – non citarmi – significa non chiamarmi “alle armi”. E non posso credere che questa assenza di parole sia casuale. Perché so bene che non funziona così “la politica che sta dietro la costruzione dei documenti”: quando ci si siede a tavolino, per intenderci. Se non ci sono è perché è mancata la volontà politica.
Il Pd è indispensabile, ma noi siamo dispensabili per il Pd: questo è il problema. Qual è allora la soluzione? Non solo criticare duramente il Pd ma soprattutto non dare più il proprio voto al Pd. Togliergli tutti i voti possibili, boicottarlo, perché nel 2012 la misura è colma, perché non mi basta più che ci sia una lesbica o un gay che lottano per me, nella speranza che un giorno, chissà, forse, può darsi che qualcosa cambi.
Forse, facendo così, boicottando il voto al Pd, riusciranno a capire di dover fare uno sforzo in più nella nostra direzione. E se non dovessero capirlo, almeno non avremo sulla coscienza la responsabilità delle parole della Bindi sui bambini africani. Responsabilità che mi appartiene, visto che anche io ho votato Pd e, in un certo senso, la Bindi parla anche grazie al mio voto. Quindi chiedo scusa per aver esercitato il mio diritto di voto in modo pessimo. E se attaccando il Pd rischiamo di non averlo più in Parlamento, beh, pazienza. Del resto, che me ne faccio di un partito che si ostina a tecere e a non impegnarsi seriamente per gli e le Lgbt? Nulla, non me ne faccio nulla: ce ne sono già decine che si comportano così.
P.s. Io non ho niente contro chi, gay o lesbica, sta dentro il Pd. E quasi quasi possiamo dire che non ho niente neanche contro il Pd. Semma è il Pd che ha qualcosa contro di me. Questo è il problema.
Per me il PD non è affatto indispensabile. “Indispensabile” si dice di qualcosa della quale non è possibile fare a meno, di cui non ci si può privare se non con danni irreparabili.
Ecco, il PD esiste da pochi anni. E in questi anni non è stato indispensabile né come opposizione Inesistente e spessissimo connivente), né come azione di governo (anzi, era meglio che non facevano le leggi che hanno fatto, tipo i rimborsi ai partiti etc.) ma soprattutto non è stato affatto indispensabile per le tematiche GLBT.
Concordo con Roccia.
Il PD con i suoi pochi anni non è riuscito neanche ad assimilare l’operato in un qualcosa che potesse trasformarsi in una possibile opposizione.
Credo sia indispensabile solo perché, in fondo, rappresenta l’idea più vicina di sinistra che abbiamo “noi” gente comune.
Purtroppo, non è sinistra. Non è democrazia. Di partito democratico ha veramente poco.
Abbiamo il diritto di voto, ma esercitarlo è così… Sconfortante.
Comunque concordo, credo che votare PD, oggi come oggi, corrisponda a fare un attentato alla democrazia vera e propria. Manca l’alternativa. E se c’è, ancora non è matura…
@Sandro
Mi pare ovvio che nessun partito politico sia in linea di principio indispensabile, ma ne ho fatto una questione numerica, di forza politica. Governare questo Paese senza Pd, allo stato attuale, è impensabile: non è solo il partito più grande, ma è anche il partito intorno al quale verranno costruite le future allenaze di centrosinistra. Le sue mancanze (come opposizione e azione di governo) sono sotto gli occhi di tutti ed è proprio questo che ho sottolineato nel post (in riferimento alle tematiche Lgbt): la soluzione è punire questo partito negandogli il proprio voto e riducendo, così, la sua forza numerica. :)
@Arles
Concordo e, per il resto, vale quanto scritto a Roccia :)
Michele, finché sarai convinto (tu e tutti quelli che ne sono convinti) che il PD è indispensabile lo sarà. Siete voi che lo rendete indispensabile. Anche non votandolo.
@Sandro
Con la sola imposizione del pensiero? Sono un mago, allora! :D
No, io non credo che il Pd esista solo perché scrivo che esiste, solo perché scrivo, cioè, un dato di fatto. :) Non dipende da me, è così: il Pd è in Parlamento, c’è, esiste. Come l’evasione: c’è, esiste e bisogna tenerne conto quando svolgi un ragionamento sulle tasse e l’imposizione fiscale. Nello stesso senso, il mio ragionamento sul Pd: ne ho tenuto conto scrivendo il post, partendo da un fatto – l’esistenza del Pd e il fatto che sia indispensabile per governare* – per augurarmi che cambi o che non ne esista più (e cioè che, se fino ad ora è stato indispensabile, un domani non lo sia più). A me pare una cosa talmente scontata questa considerazione che pensavo che i commenti sarebbero fioccati intorno al fiume di domande retoriche che ho posto (e che – lo dico di sfuggita – volevano essere una critica al vuoto totale del Partito Democratico, alla sua arroganza e al suo paraculismo). E invece…
E invece ho sbagliato qualcosa nell’impostazione del post, probabilmente il titolo, troppo ad effetto ;)
*“il fatto che sia indispensabile per governare“: in Parlamento, le leggi vengono votate col 50% + 1. Non esiste coalizione (a sinistra) che possa raggiungere questa soglia senza il Pd: in questi anni è stato così, è un fatto. Un’alleanza tra Sel e Idv non riuscirebbe da sola a imporsi come maggioranza. E me ne dispiaccio, sia chiaro. E anzi :D proprio perché me ne dispiaccio mi auguro che il Pd… cambi o non esista più. Insomma, il post parte con una premessa e si conclude con l’auspicio che quella premessa trovi, nei fatti e nelle prossime elezioni, una negazione. :)
Eh, non fare il furbetto: una cosa è l’esistenza un’altra cosa è l’indispensabilità.
Tra l’altro, forse non lo sai, ma il PD esiste da pochi anni. E nel giro di pochi giorni potrebbe non esistere più, proprio come accadrà a breve al PDL, che finora era, secondo il tuo ragionamento, ancora più indispensabile.
Giustamente sei giovane e non hai assistito al crollo della DC – quella sì che appariva come indispensabile! – al crollo del PCI etc.
Il mio ragionamento è semplice: i partiti sono fatti da chi li vota. Ma se si pensa che è necessario, obbligatorio, indispensabile, imprescindibile, irrinunciabile votare PD, allora chi altro puoi votare? PD, per forza. È indispensabile votarlo. Non farlo è un suicidio. E nessuno vuole morire. È necessario.
Quindi alle tue domande retoriche ti rispondi da solo: si può votare altro? No. Quindi: votiamo PD. Amen.
Eh, ma nel mio post non c’è scritto che “è necessario, obbligatorio, indispensabile, imprescindibile, irrinunciabile votare PD” o che “non farlo è un suicidio. E nessuno vuole morire. È necessario”. Dico semmai che il Pd ha una propria forza numerica di cui non si può non tenere conto, ma siccome se ne strafotte di noi, allora io aggiungo che… “non deve essere così”, che dobbiamo fare in modo che non sia così, che l’indispensabilità (visto che non è un carattere eterno) si può vincere dirottando il proprio voto altrove. Quindi dico, propongo: “non votiamo Pd”. :)
*esistenza e indispensabilità: la forza numerica del Pd, che le permette di essere indispensabile al fine di governare, è un fatto (dovuto alle elezioni passate e, forse, anche a quelle future). E peraltro è un fatto dal quale dipende la sua esistenza. Senza questa forza numerica, non solo non sarebbe indispensabile ma non esisterebbe neanche. Ecco, quindi, che esistenza e indispensabilità risultano legate. :))
E sappi una cosa: ti amo. :D :D :D E te la dedico: http://www.youtube.com/watch?v=nUbCwazLekw
Non c’era bisogno di farmelo dire da Mina, ma ho capito il messaggio. Buona serata
:D A te :))
questo post mi ha tolto la voglia di vivere.
quanti anni hai michele? 20? 25?
che un ragazzo di 20 anni dica che il PD é indispensabile é, per me, terriblemente triste.
io sono vissuto in paesi dove la situazione della comunità LGBT é molto difficile e complessa ma dove, al tempo stesso, vi sono un movimento gay straordinario e giovani pieni di idee e entusiamo.
in vaticalia c’é un vuoto assoluto…di idee, progetti, entusiasmi.
gli anni passano e nulla cambia. molta, troppa, gente continua a votare il PD (pur lamentandosi), e a guardare la rai e le tv di berlusconi…
che tristezza.
no caro mio. Il PD non é indispensabile.
ci sono molte cose che sono, sarebbero, indispensabili in italia ma il PD non é una di esse.
@Eitan Yao
Ma, porco giuda, leggere il mio post, no?
Leggere le risposte date a chi ha già commentato, no?
Minchia, pare quasi pare che io abbia scritto un manifesto a favore del Pd… e che cavolo.
@Michele: ma, porco giuda, leggere bene il commento prima di rispondere no?
ho detto e ripeto che, per me, leggere roba come
” Senza Pd non si va da nessuna parte: ad oggi, è una questione numerica. In questo senso, il Pd risulta davvero indispensabile”
o
“Governare questo Paese senza Pd, allo stato attuale, è impensabile: non è solo il partito più grande, ma è anche il partito intorno al quale verranno costruite le future allenaze di centrosinistra”
é di una tristezza indescrivibile.
il fatto, poi, che tu proclami di non “dare più il proprio voto al Pd” …. me ne frego.
sono decenni che leggo gente che annuncia che “non voterò più il PD” e poi si rimette in coda ubbidiente ( non dico che sia il tuo caso, ovviamente)
quello che manca sono idee, entusiasmi, una visione di cosa si vuole e di come si vuole ottenere.
Finché continuerete a pensare che il PD é indispensabile e che non c’é alternativa a quello che vi ritrovate difronte le cose non cambieranno.
@Eitan Yao Sì, ho letto bene il tuo primo commento, che è già diverso dal secondo. La differenza è lampante. :D E, ripeto, non hai capito una mazza di quello che ho scritto :)
Mi stai impiccando per la parola “indispensabile”, ma se la cali nel contesto e leggi la precisazione già data nei commenti precendenti potrai comprendere bene che non dico nulla di scandaloso, mi limito a tenere conto di un fatto: il Pd esiste, piaccia o non piaccia. Ha una forza numerica che altri partiti non hanno, piaccia o non piaccia. E a me… “non piaccia” da tempo. Dopo averlo votato, sono stato pure tesserato di un altro partito (Sel) e oggi mi ritrovo a rispondere a te. Insomma, una tristezza indescrivibile, hai ragione ;)
Io voterò rRadicale. O Niki Vendola. E’ più facile che voti Futuro e Libertà di Fini che PD, ricettacolo di cattocomunisti ipocriti in cui non ho mai creduto.
@rainbowman56
Io ormai sono indeciso tra Sel e M5S… deciderò col tempo, in base ai programmi e alla credibilità :)
@michele. no no honey. non ci intendiamo, vedo.
sei te che non hai capito una mazza di cosa parlo. il che é molto triste….una tristezza che si somma a quella del tuo post e della tua risposta i primi commenti e mi porta alla disperazione più assoluta, da lanciarmi in gridi à la cavaradossi :p
inutile continuare a discutere.
buona giornata.
ps: che palle che siete voi italici. ma datevi una smossa!
@Eitan Yao
Honey, ciu rici a to’ soro :D
Vai a cazzeggiare e a rattristirti altrove, straniero. :)
altrettanto.
No, no, io resto. Questo è il mio blog :)
Trovo l’impostazione generale del post molto condivisibile
(a parte l’aggettivo ‘indispensabile’ riferito al PD, va da se…)
A questo punto però sorgono alcuni problemi:
1) A me non basta e, francamente, nemmeno interessa che il PD nomini i gay o comunque i diritti dei gay o le unioni gay nel programma, non penso basti né interessi a nessuno questo… l’unica cosa che ci può interessare è che il PD faccia come tutti quanti gli altri grandi partiti di centro-sinistra in Europa (il PS francese di Hollande, il Labour inglese di Ed Miliband, il PSOE spagnolo di Zapatero, ma anche l’SPD tedesco, ecc) e quindi, finalmente, prometta seriamente nero su bianco la fine della nostra esclusione dal vero e proprio matrimonio civile, dalla possibilità di adottare bambini e di accedere alla procreazione assistita… con l’aggiunta, se proprio-proprio ci tengono, del riconoscimento delle unioni civili.
Nel 2012 “una parola” nel programma, “uno sforzo in più” da parte del PD, una frase talmente generica da risultare priva di significato come “Ci impegniamo per il rispetto di gay e lesbiche in Italia”, o anche un impegno programmatico limitato al solo riconoscimento delle unioni civili, sono cose per cui mi sembra ridicolo e davvero umiliante battersi.
Ripeto: siamo nel 2012, non nel 2002 e nemmeno nel 1992. Siamo nel 2012.
2) Non votare più PD ma votare un qualsiasi partito magari sì egualitario ma che poi, al momento delle elezioni o immediatamente dopo le elezioni, si alleerà con tutta probabilità col PD o comunque offrirà appoggio esterno al PD significa letteralmente illudersi di boicottare il PD stesso, dato che in questa maniera gli si sta fornendo lo stesso la maggioranza ancorché in modo indiretto.
Ma non ti avevo chiesto di fare il bravo sto week end?
Mi connetto un attimo per vedere che aria tira nel mezzo del mio bel ponticello rilassante e trovo le guerre batteriologiche qui dentro!
[fine della cazziata ziesca]
Venendo al topic, qui i problemi (a parte le borsettate con eitan, che cmq tutti i torti non li aveva) mi sa che sono almeno un paio:
1. il pd, e mi pare che breather abbia riassunto benissimo i mali che allignano in quella zona
2. il rutilante mondo gayo, cronicamente incapace di fare un minimo di lobbyng decente. Quando la gay community italiana capirà che SE resterà unita e facendo lobby (nel senso più alto del termine) potrà ottenere qualcosa? Quando imparerà a inchiodare i politici alle loro responsabilità prima, durante & dopo le campagne elettorali?
Esempio facile & banale: Obama è stato, è e (a quanto pare) sarà molto appoggiato dai gay americani (anche perchè l’alternativa sarebbero i repubblicani fanatici della Bible belt..). MA quando serve non si creano problemi a tirargli le orecchie perchè troppo timido in alcune decisioni (vedi matrimoni).
Cosa hanno ottenuto con questa tattica? Cosucce tipo la fine del Don’t ask, don’t tell, la legge Sheppard contro i crimini omofobi (con aggravanti pesantissime per chi aggredisce un gay in quanto tale) eccetera.
Qui, le continue lotte Mieli vs. Imma, Mancuso vs. Marrazzo, gaylib vs. Arcigay eccetera hanno portato a eclatanti succesi quali la proposta di legge Concia bocciata e ribocciata, il fatto che si ignora l’art. 13 del Trattato di Amsterdam (pure ratificato..), come le direttive del Parlamento europeo che condannano “i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali”.
Ma siccome le primedonne abbondano ed è meglio alzare un po’ più di soldi colla prox serata a tema o cercare visibilità per far carriera piuttosto che sporcarsi le mani col duro lavoro sul campo, continuiamo a dirci che tutto va bene.
Fino al prox Svastichella..
Cito da Eltan Yao:
“quello che manca sono idee, entusiasmi, una visione di cosa si vuole e di come si vuole ottenere.”
Parole sante, Eltan. Questo, in effetti, è il punto.
Manca, ancora, nella politica italiana tutta, una visione “sana” di sinistra, in linea con quello che avviene nel resto d’Occidente… il massimo a cui si punta, qui, è l’elettorato cattolico-parrocchiale che sbava dietro a un qualsiasi politico che ogni volta che apre bocca sembra un prete con la bibbia in mano (es. don Vendola, leader di Sel)… quello di cui c’è reale bisogno è una pulsione laica, libertaria, egualitaria delle cose… quella che a Hollande fa promettere in piena campagna elettorale, non solo matrimoni e adozioni omosex, ma anche l’esplicitazione nella Costituzione francese del principio supremo di laicità, quello che fa constatare a Ed Miliband che nel 2012 confinare i gay nelle unioni civili riservando il matrimonio civile agli etero è anti-egualitario e sempre più fuori dal contesto internazionale… qui in Italia al momento c’è solo una triste rincorsa alla vittoria elettorale ottenuta ingraziandosi le lobby d’oltretevere… rincorsa che fa rinnegare qualsiasi impegno egualitario persino a chi, come la sinistra cosiddetta radicale, dovrebbe incalzare tutti in nome del cambiamento progressista; il tutto con immancabili frasi-capriola da guinness dei primati che umiliano l’intelligenza stessa degli elettori, vedi quando Zan di Sel s’è messo a scrivere che che per ora è meglio limitarsi a parlare di unioni civili perché prima di permettere ai gay di sposarsi bisogna ‘ricollocare’ (what?? buahahah) il matrimonio stesso.
@breather e @fabio
[...] E poco importa che in Parlamento o in altre istituzioni o che dentro al partito militino gay e lesbiche, se poi perfino nell’ultimo programma sfornato dal Pd, in tempi di tesseramento, non c’è nulla che riguardi le questioni Lgbt. Nulla. Neanche una frase del tipo: “Ci impegniamo per il rispetto di gay e lesbiche in Italia”. Neanche una frase stupida, vuota o banale, non un impegno preciso, neanche un’espressione di principio.
Quindi, neanche a me basta una parola (basterebbe impegnarsi a leggere con serenità) e, a ben vedere, se ho scritto quello che ho scritto e riempito il post, fino alla nausea, di domande retoriche, è proprio perché pretendo che nel 2012 si dicano certe cose, non mezzi impegni o contentini.
E invece ci troviamo di fronte al silenzio più totale, neanche una frase vuota e paracula. Qual è la soluzione di fronte a questo vuoto? Far sì che un partito attualmente indispensabile – tale è, data la sua forza numerica – non lo sia più: togliergli la sua forza numerica. Se alle prossime elezioni il Pd perderà tanti consensi forse comprenderà di dover diventare una forza progressista. Se non dovesse capirlo, col tempo, diventerà un misero partitino, invisibile: è il giorco della democrazia.
E amen.
Ok, ma qual è ORA l’alternativa?
Non votare proprio è una tentazione fortissima,
i radicali sono un vecchio porto sicuro ma contano come il 2 di coppe quando comanda bastoni,
Grillo stesso sul tema si sta rivelando un campione di benaltrismo applicato.
Perché intanto non cominciamo a serrare le fila NOI? Male non farebbe, credo..
E chi dice il contrario? :)
E zietta… Eitan Yao è venuto qui a fare lo sbruffoncello, trattando me (e le mie parole) con sufficienza, chiamandomi “caro mio”, “honey”… e gli “ho fatto tristezza”, solo perché non ha capito le mie parole, facendomi dire cose che non ho scritto… quindi… “ha ragione”, un paio di palle. :D
@ Michele…
Se è questo il senso del post, allora abbiamo semplicemente scritto la stessa cosa con parole diverse :-) I riferimenti a ‘una parola’, ‘uno sforzo in più nella nostra direzione’ mi avevano fatto pensare a un ragionamento che ritiene il contentino, o anche la mera citazione, l’obbiettivo da perseguire per quanto riguarda il PD.
PS: concordo con l’idea di ‘serrare le fila’ a cui si riferisce Fabio Nolli…
Avere un movimento lgbt unito, compatto, deciso, anziché disgregato e tutto concentrato in faide interne… e, aggiungo, avere un movimento che esige finalmente l’eguaglianza cioè l’inclusione nel matrimonio civile nelle adozioni e nella procreazione assistita, anziché timoroso nell’avanzare qualsiasi richiesta egualitaria, e talvolta disposto pure ad applaudire proposte umilianti e controproducenti che nel resto del mondo sono sgradevole preistoria (vedi la partnership ghetto alla danese o inglese)… è premessa indispensabile per poter ottenere ciò che vogliamo.
Nel resto del mondo è così che avviene… a cominciare di Paesi molto simili al nostro cioè quelli di tradizione fortemente cattolica e di lingua neolatina; difatti lì i risultati si vedono.
@breather
Sono assolutamente d’accordo. :)
Concordo Michele, lasciami dire anche un’altra cosa. In Germania la CDU (partito della Merkel) che è una specie di DC si è impegnata per le minoranze, tra cui gli omosessuali. Non so se sapete ma qui in pratica non è necessario sposarsi, si fa una dichiarazione di convivenza e si hanno tutti i diritti/doveri che ne conseguono. Il fatto è che non abbiamo ancora capito che i diritti civili non sono né di destra né di sinistra, il PD ha paura di difenderli un po’ perché non ne è convinto, un po’ per non andare contro alla presunta ignoranza (che è secondo me diventata minoritaria) dell’opinione pubblica.
@L
E anche un (bel) po’ perché, al suo interno, vivono integralisti cattolici. :D
Grazie per il tuo commento :)