Sono il solo a sentire la mancanza di Luttazzi?
Con la sua astuzia, la sua libertà, la sua provocazione alla mia intelligenza. Non ho mai capito così tante cose ridendo, se non con Luttazzi. Ecco cosa mi manca davvero: ridere a quel modo là, per poter andare oltre e crescere. In Italia, al momento, non c’è nessuno di paragonabile. Ma la bella notizia è che Luttazzi è vivo: non c’è bisogno di cercare un sostituto. Basterebbe solo lasciarlo lavorare.


fabio nolli
febbraio 9, 2012 at 4:48 pm
uhm.. sì e no (tanto per cambiare..).
Ora, è vero che arriverebbe a molta più gente che a teatro (dove fa sold out spesso & volentieri) però dall’altra parte, visto lo stato para comatoso della tv italica (da encefalogramma piatto, o quasi) rischierebbe una colossale sputtanata, quanto meno per l’immagine; che per un artista è tutto, o quasi.
Insomma, non lo so fino a che punto gli converrebbe ributtarsi in quel merdaio: sicuramente non farebbe gli ascolti di Fiorello, uno dei pochi (con Benigni) che si può permettere di dire & fare quel che gli pare & quando gli pare.
Ascolti bassi, quasi sicure grane & querele da chi ha la coda di paglia e si sentirebbe chiamato in causa; mettici pure che a uno così la tutela legale il canale dove potrebbe andare in onda non la darebbe mai..
Sai cosa gli converrebbe fare, secondo me? buttarsi sulla web tv, chè lì avrebbe pure molti meno problemi di (potenziale) censura, tipo quelli che ha a vuto l’ultima volta con La7
Michele Darling
febbraio 9, 2012 at 6:12 pm
sì ma viene censurato anche nei teatri: a Sud, in Sicilia di certo, non viene mai: ovvero non gli permettono di venire.
no, no: deve rispuntare in tv. :D
fabio nolli
febbraio 9, 2012 at 6:28 pm
beh, se i teatri giù sono solo comunali e se il comune è di una “certa” parte politica, la cosa è plausibile..
cmq, perchè l’opzione web tv non ti suona?
Oh, mettiamoci d’accordo: di noi due, il dinosauro tecno-digitale dovrei essere io, non tu!!!
Michele Darling
febbraio 10, 2012 at 4:08 pm
Ma che c’entra?! :D W le web-tv! Però è anche vero che rappresentano il futuro. E non è che possiamo aspettare il futuro…
Del resto neanche Santoro è andato su una web-tv. Ha dovuto fare ben altro per poter raggiungere tanta gente e in ogni caso non ha gli stessi risultati di quando lavorava in Rai, pur essendo il suo un grande, straordinario successo.
Però… però non è che tutti possono fare come Santoro. E peraltro non mi convince tanto l’idea che il lavoro di un giornalista sia direttamente pagato dai lettori: c’è il rischio di calvalcare un certo populismo.
P.s. sui teatri: infatti! …però la “certa parte politica” non è solo quella di destra, anzi…
fabio nolli
febbraio 10, 2012 at 7:04 pm
mi sa che rischiamo di imbarcarci in uno di quei discorsoni sui massimi sistemi che narcotizzerebbero una mandria di bufali in calore…
per essere banale, potrei dirti la tv è il vecchio, il futuro è il web 20.0 eccetera,
o potrei citarti Mc Luhan per farti notare che Lut non rende al meglio in tv, perchè, come tutti gli ex timidi, è più a suo agio quando ha il feedback di un pubblico e capisce cosa evidenziare meglio del copione e su cosa sorvolare (l’ho visto 2-3 volte all’Ambra Jovinelli quando lo gestiva la Dandini; so di cosa parlo!)
Però attento: il web rappresenterà sì il futuro, ma un futuro che, tra contaminazioni varie, sta diventando presente; com’è successo a Willwoosh, che è partito dai video self-made su youtube e adesso fa la star alla radio. Il tutto in 2-3 anni o poco più.
Insomma, non sottovalutare l’impatto che una web tv ben organizzata potrebbe avere pure sul mainstream!
Poi vabbè, storie tipo il digital divide, il fatto che tanti arzilli vecchietti non sanno neanche come si accenda un pc (figurarsi mandare una mail o scaric.. ehm.. guardarsi un video) eccetera non ti daranno mai uno share da rai1.
Ma non credo che quella gente starebbe a sentire Lut: quelli vivono di fiction sui preti o sui santi e s’addormentano col televisore acceso su Vespa..
Michele Darling
febbraio 10, 2012 at 10:41 pm
Non c’è bisogno neanche di imbarcarsi. La penso esattamente come te :)))
Luttazzi rende benissimo a teatro (ho i suoi dvd!) però… deve andare in tv: ormai è una questione di principio, oltreché di giustizia. L’hanno cacciato, sono vili!
fabio nolli
febbraio 11, 2012 at 11:32 am
Allora lo fai apposta a scipparmi tutti i ruoli in commedia!!
Fino a stamattina, la suffragetta libertina & libertaria ero IO!!!
Cmq, a propò di libertarismo, leggi qua
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/comune-paghera-laffitto-circolo-cassero-pdl-pornografia-soldi-pubblici/190336/
a me nel leggerlo è venuto lievemente da vomitare…
Michele Darling
febbraio 11, 2012 at 11:51 am
Cosa ti fa vomitare di preciso? :)
fabio nolli
febbraio 11, 2012 at 12:07 pm
vuoi l’elenco completo o solo i primi 158 punti?
bah, la cosa più schifosa è che riescono a dire (senza manco sapere di cosa parlano, peraltro) che al cassero fanno pornografia.
siccome qualche volta c’ho messo piede e SO come & quanto lavorano, perchè nessuno li prende a badilate quando dicono ca§§ate del genere?
Michele Darling
febbraio 12, 2012 at 11:16 am
Per non dire che il sito di Cassaro Salute è fatto e scritto benissimo, a mio parere.
In generale, sul fatto che lo Stato sovvenzioni le associazioni… meglio: sul fatto che le associazioni si facciano sovvenzionare dallo Stato, non so sei giusto. È un po’ come il discorso del finanziamento all’editoria [diverse questioni: garantire libertà di parola ed esperienze che non avrebbero mercato, foraggiare finte associazioni che hanno il solo scopo di rubare soldi pubblici, tenere in ostaggio le associazioni che sopravvivono solo grazie ai finanziamenti (ovvero doversi sempre appoggiare alla politica e ai politici, ovvero: non dovere rispondere più alla base ma ai politici)...]
fabio nolli
febbraio 13, 2012 at 12:22 pm
forse però ti sfugge un dettaglio: Bologna senza il Cassero sarebbe di certo culturalmente più povera di quanto non sia oggi, e questo indipendentemente dalle feste di autofinanziamento che vi si fanno (ricorda: le attività, la cultura, la prevenzione e l’informazione riguardante la salute ed i servizi delle associazioni sono un bene che le associazioni offrono alla città, anche sostituendosi ad amministrazioni latitanti o totalmente assenti, oppure quanto meno non collaboranti, ma hanno dei costi.).
Mi sa invece che l’arrivo del Pride è sempre un’occasione per certi politici di farsi notare e di lanciare messaggi al proprio elettorato.
Michele Darling
febbraio 13, 2012 at 12:54 pm
No, no… aspè: ce ne fossero mille di Cassero! :))
il mio era un discorso generale, ho solo dei dubbi… gli stessi che nutro sui finanziamenti all’editoria… ma non ho ancora “risposte”. Solo dubbi.
Michele Darling
febbraio 13, 2012 at 2:40 pm
No, no… aspè: ce ne fossero mille di Cassero! :))
il mio era un discorso generale, ho solo dei dubbi… gli stessi che nutro sui finanziamenti all’editoria… ma non ho ancora “risposte”. Solo dubbi.
P.s. leggi qui! ^^
fabio nolli
febbraio 13, 2012 at 4:47 pm
Sai, se ci regolassimo solo sul “mercato”, per es. le biblioteche, gli istituti culturali eccetera avrebbero dovuto sbaraccare per fallimento da non so quanti millenni.
Si chiamano servizi socio-culturali, e non si possono misurare in termini solo economici.
O mi fai lo stesso ragionamento dell’ex ministro del tesoro, che è riuscito a dire che “con la cultura non si mangia”? Che poi è lo stesso soggetto che fa tomi su tomi contro l’iperliberismo che ispirava le sue stesse azioni; un’altro bell’esemplare di schizzofrenico colla erre moscia, quello..
Discorso MOLTO diverso è quello sui contributi all’editoria: lì ci mangiano (e alla grande) anche speculatori à la Ciarrapico, Angelucci eccetera, editando fogliacci che non venderanno mai mezza copia (e lo sanno) solo per prendersi i soldi
fabio nolli
febbraio 17, 2012 at 1:02 pm
tornando invece sull’italica tv, gustati sta storiellina: chiarisce bene cosa intendo quando dico che a tornare in tv ora il buon Lut ci rimetterebbe parecchio
http://www.tvblog.it/post/32961/striscia-la-notizia-smaschera-naufraghi-concordia-cristina-mazzetti-gabriele-bezzoli#continua
Michele Darling
febbraio 17, 2012 at 1:12 pm
Perché ci rimetterebbe? Sai quante belle battute riuscirebbe a sfornare su questa storia? :)
Per quanto riguarda il finanziamento: anche nell’associazionismo c’è un magna-magna di soldi pubblici.
In generale, io non so bene che opinione avere: il fatto che il Manifesto stia per chiudere a me dispiace tantissimo, perché è un ottimo giornale, per non dire che è l’unico quotidiano che di tanto in tanto compro, l’unico capace di regalarmi momenti di sano esercizio intellettuale, fermo restando che non sono comunista. Quindi vorrei che il Manifesto ce la facesse, anche con soldi pubblici (a patto che cerchino di riorganizzarsi, perchè i giornali devono pur rispondere a logiche di mercato).
Poi ci sono quei fogliacci di cui tu parli… quelli creati ad arte per prendere soldi pubblici… beh… è necessario dare un taglio a tutto questo (e non solo perché siamo in piena crisi economica/recessione).