Ho detto a mia madre che fra quattro giorni parto. L’ho detto a tavola e avevo a fianco mio padre, che sa tutto: che sono gay, che vado a trovare il mio ragazzo e che è l’unico in famiglia a conoscere queste faccende.
Mia madre si è incazzata. Perché non capisce come mai in quest’ultimo anno io abbia preso almeno una decina di volte l’aereo. “Ma questo viaggio? Che c’entra? Stattene a casa a studiare piuttosto!”. Ovviamente io parto lo stesso.
Oh… mio padre non ha detto bic. Non mi aspettavo un aiuto né che dicesse – chessò: “Fallo partire, non è un problema”. Anzi, sì, un po’ ci speravo.
C’è un altro motivo se l’ho detto a tavola: volevo che mio padre capisse quanto e come sono (stato) costretto a mentire in questi anni. È bene che lo capisca, lui che non vuole che lo dica a mia madre e a mio fratello. Che capisca che è brutto mentire per me. Che è difficile.
L’altra questione è che non ho ancora trovato il momento e il coraggio di dirlo a mamma e a mio fratello. Dopo la sfilza di coming out estivi, mi sono un po’ bloccato.
P.s. il video qui sotto non c’entra niente con quello che ho scritto. O sì?
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