M5S: “Garantire i diritti delle coppie omosessuali a tutti e non a pochi”

Vi riporto le dichiarazioni di tre parlamentari del M5S sulla questione dell’assistenza sanitaria estesa, dall’Ufficio di Presidenza della Camera, ai conviventi dello stesso sesso di un/a parlamentare. Sul punto, il M5S si è astenuto. Queste le (loro) ragioni:

- Riccardo Fraccaro, che fa parte dell’Ufficio di Presidenza della Camera, ha scritto:

Riconosciute le coppie gay ma solo quelle della casta. L’Ufficio di Presidenza della Camera con un accordo trasversale PD-PDL-SEL estende il privilegio dell’assicurazione sanitaria speciale dei parlamentari anche ai conviventi riconoscendoli come coppie di fatto a prescindere dall’orientamento sessuale.
La lobby omofoba del PDL dimostra tutta la sua ipocrisia dopo aver affossato, nel novembre 2012, il ddl che prevedeva il contrasto dei comportamenti dettati da omofobia e transfobia.
M5S si astiene: diritti uguali per tutti senza discriminazione di classe alcuna.

- Riccardo Nuti, che nei prossimi mesi, diventerà capogruppo alla Camera, succedendo a Roberta Lombardi, ha detto:

“A chi ci chiede la motivazione del nostro voto in ufficio di presidenza per l’estensione dell’assistenza sanitaria al compagno gay dei parlamentari rispondiamo che ci siamo astenuti perché non riteniamo corretto affrontare la questione dei diritti delle coppie omosessuali estendendo privilegi di casta a pochi quanto piuttosto riconoscendo a tutti i cittadini diritti per troppo tempo calpestati.
Con queste azioni (votando a favore come fatto da PD, PDL, SEL) si ottiene come unico effetto quello di favorire pochi e far sentire ancora più emarginati i molti. A quei partiti che nel chiuso delle stanze dei bottoni si dicono aperti e sensibili chiediamo di votare IN AULA le nostre proposte di legge per il riconoscimento dei diritti LGBT“.

- Vito Crimi, attuale capogruppo del M5S al Senato, ha risposto al FQ così:

Stiamo attenti a non strumentalizzare la decisione. Non dimentichiamo che noi siamo sempre quelli che come primi disegni di legge hanno presentato tre proposte che riguardano diritti civili e matrimoni gay. Non ammettiamo che qualcuno ci venga a fare lezioni sull’argomento”.

P.s. Il M5S alla Camera e il Pd al Senato hanno chiesto un’interrogazione urgente al Ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, sulla vicenda del professor Paolo Mannina, docente di lingua e letteratura italiana presso l’Istituto Omnicomprensivo di Asmara, espulso dall’Eritrea perché omosessuale. Titti De Simone, ex parlamentare e presidente del Comitato Palermo Pride ha così commentato la vicenda: «A licenziare Mannina è stato il Ministero degli Esteri italiano che non ha tutelato l’insegnante a contratto. Contratto interrotto senza alcuna motivazione, accettando, di fatto una discriminazione assurda e ingiustificabile, odiosa perchè omofobica. La violenza morale e psicologica messa in atto dalle autorità eritree non sono state censurate dal governo italiano che, al contrario, ha imposto a Mannina di firmare un verbale di cessazione dal servizio».

AAA CERCASI FIDANZATO PARLAMENTARE PER CONVIVENZA

cercasi

- AAA CERCASI FIDANZATO PARLAMENTARE per poter godere nel mio bel Paese dei più elementari e spiccioli diritti di convivenza.

- AAA CERCASI POLITICA che sappia coniugare la lotta alle discriminazione con la lotta ai privilegi. – N.b. Vanno bene anche “politiche” (cit. Letta)

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In altri termini, che spreco di politica non coniugare la lotta alle discriminazioni con la lotta ai privilegi. Si poteva essere in tanti e invece vedo gente discutere l’uno contro l’altro. Come se i privilegi non fossero un altro modo per discriminare, e viceversa.

In questo modo, a guadagnarci sono sempre quelli là, quelli contenti sia di discriminare che di godere dei privilegi. Spero che le varie Lombardi e i vari Scalfarotto si accorgano di questa possibile alleanza il più presto possibile, invece che combattersi (i due parlamentari) a suon di comunicati stampa.

P.s. Vi segnalo il regolamento parlamentare dal quale nasce tutta questa vicenda (che vige dal 1990, ovvero è da quell’anno che i conviventi eterosessuali di un parlamentare godono di diritti che gli stessi parlamentari non sono in grado di garantire con una legge a tutti i cittadini) e vi segnalo inoltre un vecchio, ma pur sempre interessante, articolo di Tommaso Labate sulla questione, di cui vi riporto qui il solo finale:

All’estensione “a tutti” dei diritti di cui godono parlamentari e giornalisti fa riferimento anche la bozza di ddl sulle unioni di fatto che Stefano Ceccanti ha elaborato per conto di Barbara Pollastrini. «Di questi diritti – ha ricordato il costituzionalista alla Stampa – i parlamentari godono senza che siano state sollevate obiezioni. A parte Pier Ferdinando Casini, che a suo tempo annunciò che vi avrebbe rinunciato. Ma nessuno ha posto il problema di eliminare quei diritti. Nemmeno chi, come Casini, è stato presidente della Camera».
Passi pure per Casini, che afferma di aver rinunciato. Ma che dire dei parlamentari anti-Pacs che usufruiscono, o possono usufruire, dei privilegi del «Fondo»? Una cosa è certa: in Parlamento la «solidarietà» non manca. È la coerenza che più d’uno sembra aver dimenticato.

P.s. Telefonare ore pasti. Gradita bella presenza.

VIDEO Un acceso confronto tra Luxuria e Scalfarotto sul Governo Letta e i diritti civili

Ascoltando il piccolo dibattito tra Luxuria e Scalfarotto, mi (e vi) pongo delle domande.

- Lo spostamento di Michaela Biancofiore dalle Pari Opportunità alla Pubblica Amministrazione è stata una vittoria? O solo una maldestra riparazione di fronte ad una scelta beffarda?

- E non è altrettanto beffardo citare, come fa Scalfarotto, i Progetti di Legge su matrimonio, omotranfobia e “cambio di sesso anagrafico” a fronte di un Governo che ha esplicitamente escluso i diritti civili dal proprio raggio d’azione?

- In definitiva, ed è questa la vera questione: come possiamo ottenere delle vittorie, se non riusciamo a giudicare con onestà i risultati e le concrete prospettive che giungono dall’alleanza tra Pd e Pdl?

Voi che dite?

video

Un lungo P.s. In aggiunta: durante la campagna elettorale si sente spesso dire che bisogna votare i candidati Lgbt “proprio perché Lgbt”, ovvero in quanto portatori e rappresentati – meglio di chiunque altro – delle istanze che provengono dalla comunità lgbt. Insomma, il ragionamento è più o meno questo: “Chi meglio di loro saprà rappresentarci?“. Beninteso, non è certo un’idea campata in aria. Se non fosse che il candidato gay (votato “in quanto gay”, cioè ripeto “in quanto capace di rappresentare al meglio le istange Lgbt”) poi in Parlamento (nel Parlamento italiano) non vota “in quanto gay”, ma “in quanto persona”. Detto in modo esplicito, una persona che avesse (avuto) a cuore esclusivamente le istanze Lgbt non avrebbe dato la fiducia al Governo Letta.
Questo sembra essere un rimprovero a quei parlamentari “rappresentanti della comunità Lgbt” che hanno dato il proprio assenso al Governo (cioè alla sottosegretaria Biancofiore e al Ministro Mario Mauro). Ma non è così. Non principalmente, almeno. Ciò che invece tengo a  sottolineare è che dovremmo/dobbiamo/dovremo imparare a non ripetere questi errori. Non si votano i candidati gay “perché gay”, non in Italia almeno (e non se si candidano nel Pd, peraltro). Si votano le persone, i programmi e la credibilità di chi si fa portavoce di quei programmi. Va da sé, poi, che chi sta sostenendo questo Governo perde, giorno dopo giorno, un pezzo della propria integrità. Ecco, ricordiamocelo quando torneremo a votare.

Il Parlamento riuscirà a fare una legge contro l’omotransfobia? Un grafico e un ragionamento

i voti in parlamento fobia copia

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Dopo il discorso di Letta in Parlamento è abbastanza chiaro che questo Governo nulla intende fare per rispondere alle istanze che provengono dalla comunità Lgbt. Tuttavia nel Parlamento sembrano esserci i numeri per iniziare un percorso positivo, nonché trasversale: durante la campagna elettorare il Pd aveva, infatti, preso l’impegno di approvare “una legge contro l’omofobia“, mentre Sel – in modo più puntuale – aveva posto, come proprio obiettivo di legislatura, la “estensione della Legge Mancino ai crimini d’odio omotransfobici“.

Nulla, invece, aveva previsto nel proprio programma il Movimento 5 Stelle. Nulla di esplicito, almeno, giacché molti candidati avevano comunque sottoscritto diversi impegni con Arcigay e Rete Lenford, attraverso le due campagne web (Tempo scaduto e Partecipa a far crescere l’Italia) realizzate da queste stesse associazioni, e avevano anche partecipato a due fondamentali incontri: uno a Pavia, organizzato dall’Arcigay Coming-Aut di Pavia, e uno a Roma, organizzato da ArciLesbica, con la presenza delle diverse organizzazioni nazionali. Per concludere, come forse molti di voi sapranno, anche il M5S ha (già) presentato in Parlamento il DDL sull’estensione della Legge Mancino: il testo è questo, cioè quello che si erano impegnati, con Rete Lenford, a depositare.

Pare quindi esserci una maggioranza in entrambe le Camere per fare un passo avanti su questo fronte. La strada potrebbe, però, comunque essere in salita. Non è infatti difficile immaginare che, in nome del benaltrismo, siano in molti a mettere in un angolo gli impegni assunti durante la campagna elettorale. Ma ciò che, forse, risulterà essere di maggiore ostacolo sarà la scellerata alleanza tra Pd e Pdl, che mescola, nella stessa maggioranza di Governo, parlamentari come Scalfarotto e Binetti o Lo Giudice e Giovanardi.

Di fronte alla concreta possibilità che qualcosa anche in questo Paese possa cambiare, non è inverosimile supporre che il Pdl e gli esponenti dell’Udc sopravvissuti nella Lista Monti tolgano la fiducia al Governo Letta o che alcuni Ministri – come ad esempio Mario Mauro – provochino terremoti nella compagine governativa. Allo stesso tempo – siccome conosciamo bene i nostri polli – sappiamo con matematica certezza che non pochi parlamentari del Pd, di fronte a questa eventualità, lavoreranno alacremente per evitare lo scontro con gli alleati, magari rallentando l’iter legislativo di questo disegno di legge.

Cosa pensano i Ministri del Governo Letta sulle coppie gay? Un grafico

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Ho costruito il grafico sulla base di alcune veloci ricerche su Google. In breve, c’è di tutto in questo “Governo Letta-Alfano”. È un mostro di contraddizioni. Qualcuno, come il Ministro per le Pari Opportunità, dice di essere a favore del matrimonio per tutti, altri sono contrari perfino ai Pride. C’è chi ha speso parole a favore dell’introduzione di una legge contro l’omotransfobia (come Massimo Bray, Ministro della Cultura) e chi invece votò le pregiudiziali di incostituzionalità per affossare la cd. Legge Concia. Infine, ci sono uomini e donne per tutte le stagioni. Tra questi, Enrico Letta ne è un esempio lampante.

La presenza di persone apertamente schierate a favore dei diritti civili potrebbe far sperare in qualcosa di buono, se non fosse che “per accontentare tutti” si deciderà di non far nulla, che poi è esattamente ciò che vogliono i cattivi. In definitiva, i diritti civili sono finiti in un vicolo cieco e rischiano concretamente di rimanere lì per molti anni. E ciò, anche qualora dovessimo tornare presto al voto, giacché sarebbe altamente probabile una nuova vittoria del Pdl: Berlusconi, infatti, riuscì a far ricadere per intero le responsabilità del Governo Monti sul Pd. Volete che non faccia lo stesso con il Governo Letta, peraltro avendo ragione?

Ecco perché bisognava lottare per una soluzione diversa, anche soffrendo dei mal di pancia. Il M5S ha su di sé le colpe dell’ingenuità e di un irrigidemento, ma il Pd ha la colpa di aver partorito una scelta consapevole: anziché cedere alle condizioni del Pdl, avrebbe potuto cedere alle condizioni del M5S, ma non l’ha fatto.  , per dirla alla Vendola, anziché uscire “a sinistra” dalla crisi, il Pd ha preferito ripiegare a destra.

È stata compiuta un’operazione sbagliata che rischia di condannarci tutti/e all’oblio per tanti, tantissimi anni. A questo punto, ciò che mi chiedo è: “Non potendo fare retromarcia, come si esce da un vicolo cieco?

P.s. In questo Governo, credo che la “maglia nera” possa essere data a Mario Mauro, Ministro della Difesa. Un vero e proprio nemico dei diritti civili, come potete intuire leggendo qui.

Ma fra un anno diranno che “il Pd deve tornare ad essere un’alternativa”

Io già immagino le cose che diranno tra un anno o poco più (o poco meno). Diranno qualcosa del tipo “è stato un errore”, “Berlusconi è inaffidabile” e “mai più col PdL”. Diranno che “l’esperienza si è conclusa”, che “noi però siamo stati responsabili” perché “in quelle condizioni, no, non si poteva proprio fare diversamente, ma ora basta! Il Paese ha bisogno di un Pd forte e che sappia essere un’alternativa a tutto questo”. Cioè, a ben vedere, un’alternativa a loro stessi.

Qualcuno però tentennerà. Magari più di qualcuno, magari saranno in 101 quelli che insisteranno su questa strada, magari aggiungendo che “certo, questo Governo ha fatto degli errori, ma anche delle cose buone. E bisogna avere l’onestà di riconoscerlo!”. Ma gli altri risponderanno che “no, è finita una stagione”, che “non sono più praticabili in nessuna forma accordi di governo fra noi e la destra berlusconiana”. Diranno che “la base non sopporta più questa mescolanza”, che “non si capisce più la differenza tra noi e loro” e che “non si può lasciare lo scettro dell’alternativa a Grillo”.

E allora “dobbiamo rispolverare l’orgoglio di essere democratici“, “dobbiamo dare a questo Paese quella forte spinta di rinnovamento che è mancata”, “dobbiamo farlo contro tutti i populismi e per il bene del Paese”, perché “c’è un’Italia che aspetta da più di vent’anni e che chiede cittadinanza” e “se il Pd non fa questo, se il Pd non rivendica per sé la rappresentanza di questo malessere, se il Pd non dice chiaramente che fra noi e loro c’è un abisso, allora nulla ha più senso“.

Diranno questo e molto altro. E tutto ricomincerà daccapo.  Per come la vedo io, colui o colei che fermerà questo loop sarà un eroe nazionale.

P.s. Quali le alternative? Queste, ad esempio, perché ci sono (c’erano) tanti modi per fare un Governo coi voti del Pdl. E perché “prima ancora” il Pd – invece di turarsi il naso e scegliere un Presidente della Repubblica con Berlusconi – poteva turarsi il naso e scegliere un Presidente della Repubblica col M5S e Sel. Perché – in definitva – le alternative non si vedono più, ma solo quando (e perché) le hai scartate a una a una. Perché se deliberatamente ti metti in mezzo ad un autostrada, “non c’è alternativa”, è vero, e finisci asfaltato. Ma si abbia almeno il buon gusto di dire che sono state fatte delle scelte. E sono (state) scelte sbagliate.

Cosa pensano i 10 candidati del M5S al Quirinale sulle coppie omosessuali?

10 candidati m5s gay

Il prossimo Presidente della Repubblica sarà in carica fino al 2020 e vedrà certamente passare tra le sue mani le future leggi su matrimonio e unioni civili. È fondamentale che sia un Presidente di tutti/e e quindi anche della comunità Lgbt.
Trovo allora che sia importante che, tra le tante variabili, anche le questioni Lgbt vengano prese in considerazione per orientare la scelta del futuro inquilino del Quirinale. In attesa di capire meglio i nomi dei candidati del centrosinistra (al momento si fanno i nomi, da brivido, di Finocchiaro, D’Alema e Marini), ho quindi pensato fosse utile raccogliere alcune informazioni sui dieci nomi partoriti dalle consultazioni del M5S.

Escludendo Strada e Imposimato, dei quali non ho trovato sul web alcuna dichiarazione riguardante i temi Lgbt, possiamo affermare che tutti i candidati hanno espresso posizioni – chi più, chi meno – favorevoli alle questioni Lgbt. L’argomento comunque più trattato e citato da queste personalità riguarda il riconoscimento giuridico e sociale delle coppie omosessuali e, anche per questo motivo, ho pensato di calibrare il grafico più su questo singolo fronte, tralasciando le altre questioni (come, ad es., omotransfobia, genitorialità, etc.).

La maglia nera è da consegnare, senza dubbio alcuno, a Romano Prodi, il quale da candidato Premier, nel lontano 2005, affermò: “Famiglia e matrimonio sono parole che non si usano fra persone dello stesso sesso, non c’è dubbio“, promettendo al contempo (eravamo in periodo elettorale) la regolamentazione di tutte le coppie di fatto attraverso i Pacs (che poi diventarono DiCo, che poi non se ne fece più nulla).

Il più friendly, invece, è certamente Stefano Rodotà. Il suo impegno, vivo e instancabile, per il riconoscimento dei diritti civili delle persone Lgbt (ma non solo) si riscontra in diversi libri, prefazioni e articoli di giornale. Tra questi, di grande bellezza (scritto proprio bene!) è un pezzo uscito su Repubblica, che consiglio di leggere. Ciò che lo rende il migliore ai miei occhi è la profondità dei suoi ragionamenti e la cura logica delle sue argomentazioni, ma certo non è l’unico a volerci bene. Tra Prodi e Rodotà si posizionano, infatti, tutti gli altri.

Degno di nota è, a mio parere, Gustavo Zagrebelsky, docente di Diritto Costituzionale ed ex Presidente della Corte costituzionale. Anch’egli, come Rodotà, favorevole sia al matrimonio che alle unioni civili, nonché – mi pare di capire da questo articolo – possibilista sul fronte delle adozioni. Ci sono poi Emma Bonino, favorevole sia al riconoscimento delle convivenze che all’estensione del matrimonio (ma nel 2007 non era così convinta) e Milena Gabanelli che ha firmato, poco tempo fa, un appello al Ministro Fornero, affinché quest’ultima si occupasse del riconoscimento delle coppie omosessuali. Per quanto riguarda Beppe Grillo, rinvio ad un mio vecchio post, mentre su Dario Fo sono riuscito a rintracciare un interessante articolo da lui scritto per il Fatto Quotidiano dal titolo “Coppie e Gay, il Vangelo tradito“, mentre da un articolo di Libero ho ricavato il suo favor per il matrimonio omosessuale. Conclude il quadretto, Gian Carlo Caselli: la ricerca su Google mi ha restituito un solo apprezzabile risultato, riguardante un suo commento sull’elezione di Rosario Crocetta come Presidente della Sicilia.

E visto che siete arrivati fin qui, se voi foste iscritti al M5S, per chi votereste tra questi dieci candidati? E più in generale quanto è importante per voi avere un Presidente o una Presidentessa favorevole ai temi Lgbt? A voi la parola :)